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cronaca

Blitz in villa, sparito un chilo di gioielli: «Mio padre era in ospedale, i ladri lo sapevano»

La figlia del proprietario: «So chi è stato ma non posso denunciarlo. Se qualcuno riconosce questi oggetti mi contatti»


11 dicembre 2021 Francesco Turchi


VOLTERRA. La rabbia per il valore economico, il dolore per quello (inestimabile) affettivo. La delusione per la fiducia tradita e l’amarezza di non avere gli elementi sufficienti per denunciare la persona che si è portata via (più o meno) un chilo d’oro.

C’è tutto questo nell’appello lanciato da Michela Matteoli. Che poco più di un anno fa aveva fotografato quella preziosa scatola piena di ricordi di famiglia, ovviamente ignara del fatto che quello scatto sarebbe poi diventato l’unica arma a sua disposizione per provare a mettere i bastoni tra le ruote ai ladri che staranno cercando di piazzare la refurtiva sul mercato. Chiede al Tirreno di pubblicare l’immagine, come ha già fatto anche sul suo profilo Facebook, invitando gli amici a condividerla. «La speranza è che chi si ritroverà in mano anche uno solo di questi gioielli, lo riconosca e mi contatti».

Poi Michela riavvolge il nastro della vicenda. «Mio padre era ricoverato in ospedale. Una persona che frequentava occasionalmente la casa ne ha approfittato. È entrata in casa e ha rubato la scatola».

La villa, che si trova nella zona dello stadio di Volterra, è sorvegliata da un impianto di videosorveglianza. «E dalle telecamere vediamo chi è entrato e uscito». Ma non si vede la refurtiva. Quindi c’è ben poco da fare.

Ma in quella scatola, custodita in una stanza della villa di Bruno Matteoli, c’erano i ricordi della sua mamma. Bracciali, spille, collane, medaglie. Tutti i in oro.

«Mio padre ha 75 anni ed era molto affezionato a quei ricordi. Da quando sono stati rubati, continua a ripetere che “erano lì da sempre” e non riesce a darsi pace. È stato davvero un brutto colpo per lui».

Michela è consapevole di non avere margini per accusare formalmente la persona che ritiene sia responsabile del furto. E allora prova almeno ad ostacolarla, rendendo pubblica la cosa, con la speranza di bloccare il suo piano o magari di spingerla ad un ripensamento, che la porti a riconsegnare – in qualche modo – i gioielli rubati.

«Sto facendo tutto il possibile per alleviare il dolore causato dal furto al mio babbo; lì dentro c’erano cose molto preziose per lui sul piano emotivo». Quindi la figlia di Bruno ribadisce l’appello: «Se qualcuno vede anche un solo oggetto tra quelli in foto mi contatti in qualsiasi modo».

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