Via libera al terzo mandato in quattro comuni: sindaci cauti, no comment di Macelloni
Soglia estesa ai territori fino a 5mila abitanti (ora il tetto è fissato a 3mila), dopo l’ok della Camera la riforma passa al Senato
PECCIOLI. È un’opportunità in più. Ma da sola non basta, perché ai piccoli Comuni serve anche altro. E poi porta con sé anche il rischio di un ulteriore “appiattimento” nella già difficile ricerca di candidati. Il via libera della Camera alla proposta di riforma del Tuel (Testo unico degli enti locali), che prevede – insieme a una serie di semplificazioni – anche la possibilità del terzo mandato consecutivo per i sindaci dei Comuni fino a 5mila abitanti (era già previsto per quelli sotto i 3mila), non scalda particolarmente il cuore di coloro che al momento guidano i municipi della provincia di Pisa dove in futuro si potrà usufruire della novità (Peccioli, Palaia, Terricciola e Fauglia).
Direttamente interessato dalla riforma – che ora prosegue il suo iter al Senato – è il primo cittadino pecciolese Renzo Macelloni, che nel 2024 concluderà il suo secondo mandato di fila di una carriera da sindaco iniziata nel 1988 e interrotta soltanto nel decennio 2004-2014 (sotto la guida di Silvano Crecchi). Il ritorno alle urne è lontano e il quadro politico generale e locale è in evoluzione, ma sicuramente il “Macelloni-ter” è sul tavolo, a meno che la sua carriera politica non prosegua in altre direzioni. Di fronte alla delicatezza dell’argomento, il diretto interessato lo dribbla: «Il terzo mandato consecutivo ai sindaci? Non voglio parlarne. È meglio che non entri nell’argomento».
Non si sottrae al commento, invece, il palaiese Marco Gherardini, anche lui al timone del suo Comune dal 2014: «Questa riforma è una risposta concreta ai piccoli territorio dove è sempre molto difficile trovare persone disponibili a candidarsi. Ma allo stesso tempo credo che dopo dieci anni con lo stesso sindaco sia auspicabile un rinnovamento. E tutti devono lavorare per coinvolgere i cittadini, in particolari giovani, affinché si mettano a disposizione della comunità».
Insomma, il terzo mandato va letto – secondo Gherardini – come una possibilità in più. Sul piano personale ogni valutazione è prematura: «Le elezioni amministrative si terranno tra due anni e mezzo. Dobbiamo concentrarci sulle tante cose da fare e da portare a termine. Il resto si vedrà».
Il suo collega Mirko Bini di Terricciola, accoglie positivamente il primo step della riforma («bene la possibilità del terzo mandato: il limite lo vedo giusto per il Parlamento ma non per questi gli enti delle nostre dimensioni»), ma è critico per la scarsa attenzione su altri fronti verso le realtà che hanno una popolazione inferiore ai 5mila abitanti: «Vorrei capire che cosa si vuol fare dei piccoli Comuni. Da una parte si raddoppiano gli stipendi dei sindaci Metropolitani, mentre quelli dei primi cittadini dei piccoli comuni vengono aumentati di poche centinaia di euro (dagli attuali 1.952 euro mensili si arriverà gradualmente a 3.036 nel 2024, ndr); il risultato è che ci sono dipendenti che guadagnano più del sindaco, che però ha una mole di responsabilità enorme. Non parlo per me, perché fortunatamente ho il mio lavoro come ingegnere libero professionista. Ma è per far capire la situazione: abbiamo difficoltà ad assumere, la burocrazia è enorme e i dipendenti sono pochi. Vorrei si chiarisse una volta per tutte quale prospettiva hanno i piccoli territori in questo Paese: si dice che sono la forza dell’Italia e poi non si aiutano, non si danno loro strumenti e risorse adeguati».
Uscendo dai confini dell’Alta Valdera, la novità in arrivo dalle prossime amministrative riguarda anche il Comune di Fauglia, attualmente guidato da Alberto Lenzi, che è al suo primo mandato: «È un’opportunità importante. Soprattutto perché darà la possibilità a chi guida l’ente di vedere realizzati i progetti più importanti. Nelle nostre realtà, molto spesso, gli interventi di una certa portata vengono fatti a step, in base al reperimento dei fondi. È quindi spesso capita che chi inizia un’opera poi non la porta a compimento. Per carità, non è un problema: la concludono altri. Ma è comunque una soddisfazione in più completare un percorso».
Ma il sindaco Lenzi sottolinea anche un altro aspetto: «Può capitare - anche se non è il mio caso - di ereditare una gestione non all’altezza, che comporta tempo per rimettere a posto le cose. Avere la possibilità di fare tre mandati è una garanzia in più».
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