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Patto Pd-M5S, Trassinelli se ne va «I dem un mostro, il keu insegna»

Nilo Di Modica
Patto Pd-M5S, Trassinelli se ne va «I dem un mostro, il keu insegna»

grillino della prima ora lascia il movimento dopo l’accordo per le elezioni provinciali 

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castelfranco. «È giunto purtroppo uno di quei giorni che nella vita speri non accada mai». Finisce con queste parole il lungo capitolo politico in casa Cinque Stelle del consigliere Luca Trassinelli per quello che è il primo effetto dell’accordo col Partito Democratico alle elezioni provinciali, che hanno portato alla candidatura del consigliere pisano grillino Gabriele Amore.

«Dolore e dispiacere, questo il mio stato d’animo nel dover comunicare dopo 12 anni le mie dimissioni dal Movimento – scrive Trassinelli in un lungo comunicato –. Le vicende delle ultime settimane sfociate nella presentazione congiunta di una lista tra Pd e M5S per le imminenti elezioni sono state la causa ultima di questa rottura. Tantissimo ha inciso il tipo di trattativa, iniziato come un fulmine a ciel sereno una decina di giorni fa (e qualcuno dovrebbe analizzare e chiedersi il perché con così poco tempo) tra i vertici provinciali, basato solo ed esclusivamente sul mercanteggiare di poltrone e voti. Nelle riunioni che si sono tenute, di contenuti e programmi non ne è stata fatto una sola parola. So benissimo che la politica è l’arte del compromesso, ma questo mercanteggiare è giustificato quando si parla di progetti e non di poltrone da occupare; oltre a questo è mancato anche il coinvolgimento della base, a differenza di come accadeva una volta. Questo era il movimento che conoscevo e questi sono i metodi che personalmente continuerò a portare avanti».

La proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso, come si suol dire, ma anche l’epilogo di un malessere che viene da lontano, quello di Trassinelli, grillino della prima ora nel Comprensorio, protagonista di molte battaglie ai tempi del Comitato Antinquinamento contro il pirogassificatore e consigliere eletto per ben due volte, l’ultima come candidato sindaco votato da oltre 1200 castelfranchesi (18,6%). «Comprendo che le realtà di comuni come Pisa o Cascina, dove il Pd soccombe o ha sofferto alle amministrative, è ben diversa da quella che abbiamo vissuto nel nostro comprensorio – continua –. Quei contesti hanno mascherato il lupo in agnello e fatto si che iniziassero percorsi comuni all’opposizione. È evidente pertanto che ci possa essere una propensione a quel compromesso, anche se privo di peso, del Pd verso il M5S. La storia però ci insegna che in passato chi è entrato nelle turbolenze di quel partito non ne è mai uscito rinforzato, vedi i Verdi, i socialisti o Rifondazione. Nella realtà del Comprensorio però il Pd non è né lupo né agnello, ma “il mostro”. Basti pensare alla questione Keu per la quale, con arte, si sta tentando di sottacere i fatti, anche se prima o poi dovrà arrivare il giorno in cui la magistratura emetterà un sussulto. Quando ciò avverrà voglio avere le mani libere per poter puntare il dito contro chi ho sempre combattuto. Ringrazio tutti gli amici che ho incontrato durante questo percorso e che tali rimarranno, mi auguro di essere io quello che sta commettendo un errore. Un pensiero particolare al mio gruppo con cui ci siamo confrontati e con cui sono emersi comprensibilmente pareri diversi e verso i quali rimetto il mio mandato anche di consigliere comunale, pronto a farmi da parte quando e se qualcuno di loro vorrà prendere il mio posto, fino ad allora continuerò a portare avanti il mio ruolo».

Nilo Di Modica

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