Il presidio
Due panchine rosse a Capannoli contro la violenza sulle donne
Donate al Comune dal supermercato Conad, domani l’inaugurazione «Fondamentale sensibilizzare i cittadini su un tema così importante»
l’iniziativa
patrizia redi
Due panchine rosse, simbolo di solidarietà verso tutte le donne vittime di violenza, donate al Comune dalla Conad di Capannoli. Domani alle 12 la cerimonia di inaugurazione che si svolgerà in due tappe, ossia nei due luoghi dove le panchine sono state collocate: in largo Boccaccio, accanto al supermercato, e di fronte alla palestra comunale, in via Niccolini, vicino alle scuole.
Due luoghi dove ogni giorno passano moltissime persone e moltissimi giovani, così da tenere sempre presente questo importante e drammatico tema sociale. Alla cerimonia saranno presenti la sindaca Arianna Cecchini, la consigliera alle pari opportunità, Alice Cappellini e la referente Conad, Laura Paperini.
«Si tratta di un’iniziativa dell’azienda Conad a livello nazionale – spiega Paperini – e a cui noi, come cooperativa Conad Nord-ovest, abbiamo aderito con entusiasmo perché crediamo che sia fondamentale sensibilizzare le persone, e in particolare i giovani, a questo tema drammaticamente presente e reale». La panchina, simbolo di socializzazione, ma anche di ristoro, vuole esortare le donne che vivono questo terribile dramma ad “uscire fuori”, ad aprirsi, a chiedere aiuto e a comunicare senza paura e vergogna l’incubo che stanno vivendo. La violenza di genere, fisica e psicologica, continua a tormentare tante donne, giovani e meno giovani, e si consuma per lo più all’interno delle mura domestiche. Permane tuttavia una prevaricazione di genere che è anche di tipo socio-economico e che vede molte donne subire disparità di trattamento nel mondo del lavoro: «A questo proposito – aggiunge Paperini – devo riconoscere il comportamento virtuoso della nostra azienda: abbiamo 105 dipendenti tra il supermercato di Capannoli e quello della Capannina, il 70% di questi sono donne, molte delle quali occupano posti di rilievo. Mi chiedo come si possa non riconoscere e non rispettare il valore di chi da sempre, con pazienza e sacrificio, porta avanti la famiglia, i figli e anche il lavoro. Credo che essere autonome, prima di tutto economicamente, sia la base per non incorrere in situazioni estreme».
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