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Mostra del tartufo sotto accusa: «Fotocopia del 2019»

Mostra del tartufo sotto accusa: «Fotocopia del 2019»

Le opposizioni contro la giunta giglioli

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SAN MINIATO. «La 50ª Mostra del tartufo, al di là della decisione di incentrare il programma delle iniziative sul tema della donna, sarà la copia esatta dell’edizione 2019 e di quelle precedenti. Eppure il consiglio comunale aveva approvato all’unanimità una mozione che impegnava l’amministrazione a progettare una mostra diversa, maggiormente diffusa sul territorio, meno concentrata sulle tensostrutture e più volta a valorizzare spazi, fondi e palazzi antichi, a rispondere, sul piano della qualità delle iniziative e dell’organizzazione dei trasporti per l’accesso al centro, all’esigenza di distribuire le presenze in spazi meno concentrati e in tempi più diluiti nell’arco della settimana».

Le opposizioni criticano la giunta-Giglioli attraverso un comunicato congiunto firmato da Manola Guazzini (Cambiamenti), Roberto Ferraro, Beatrice Calvetti e Federico Gregorini (Lega) e Michele Altini (Forza Italia).

«La stessa mozione – spiegano – impegnava l’amministrazione a coinvolgere in questo lavoro di progettazione il consiglio comunale, le associazioni dei commercianti, gli operatori del turismo e i tartufai. Ma niente di ciò si è verificato. In occasione della riunione della commissione consiliare del 2 novembre scorso, a meno di due settimane dall’apertura della mostra (che sarà inaugurata sabato, ndr), si è appreso che nessuna novità rispetto al passato ci sarebbe stata, venendo inoltre presentato un pacchetto di iniziative già interamente preconfezionato. A motivazione dell’assenza di ogni modifica nella struttura della mostra è stata invocata l’emergenza Covid, come se fosse l’emergenza Covid a consigliare di concentrare nei pomeriggi delle domeniche qualche decina di migliaia di persone nello spazio di duecento metri senza alcun controllo del Green pass (su questo aspetto gli organizzatori di San Miniato Promozione hanno spiegato che le verifiche saranno fatte a campione sin da quando si sale sul bus fino al centro storico, ndr). C’è solo da augurarsi che i controlli sull’uso delle mascherine e sui distanziamenti vengano effettuati in modo più efficace di quanto non si sia fatto nelle notti estive di movida».

Secondo le opposizioni, «al di là delle questioni del rispetto delle mozioni e di prevenire il formarsi di cluster di contagio, la ripetizione della formula di tutte le precedenti edizioni mostra anche una concezione quanto meno discutibile del modello di sviluppo turistico di San Miniato. Non affrontare il problema del congestionamento dei tempi e degli spazi, né quello della qualità, dell’immagine, della innovazione e del rinnovamento di una mostra da anni divenuta statica, significa avere una visione “mordi e fuggi” del turismo. Nessuna presa di posizione da parte dell’amministrazione anche su altri problemi connessi all’evento quale quello di una tutela adeguata degli ambienti vocati alla produzione del tartufo e delle piante che favoriscono lo sviluppo di questa risorsa e sulla opportunità di arrivare alla definizione di un marchio del tartufo bianco di San Miniato che distingua le produzioni del nostro Comune, né sulla questione di ipotizzare una selezione di gestori e sponsor. Ancora una volta – concludono – l’amministrazione sceglie la via più facile: quella di lasciare le cose come stanno».

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