Medico “assolto” per i post sui social «Ora va rimosso il dirigente comunale»
Commenti sulla pandemia: il responsabile dell’ufficio tecnico aveva segnalato all’ordine il dottore-consigliere tesi
montopoli. «Rimozione immediata dall’incarico» con tanto di «valutazione delle reali competenze tecniche, anche per quanto è accaduto con la chiusura della scuola e dell’ambulatorio di Marti». Ad essere sotto tiro di una mozione del Centrodestra per Montopoli è Fausto Condello, architetto, responsabile dell’ufficio tecnico, ma in questo caso soprattutto responsabile del Centro operativo comunale (Coc), snodo organizzativo locale della protezione civile. A scatenare la guerra fra il dottore di San Romano e Marti ed il tecnico comunale è stata la segnalazione da parte di quest’ultimo del dottor Massimo Tesi all’Ordine dei Medici e alla Prefettura, nel marzo 2020, per alcuni post Facebook sul profilo personale del medico; una rosa di pochi scritti, fra febbraio e aprile, in cui non si citava Condello, ma si commentavano criticamente alcune delle prime misure di contenimento della pandemia, emersa proprio in quelle settimane in cui il Paese dava il via al lockdown. Un’iniziativa che poteva sfociare in vari tipi di sanzioni, che vanno dal richiamo alla radiazione, passando per censura e sospensione. «Ne abbiamo sempre avuti parecchi in questi anni di procedimenti simili, la pandemia forse ne ha aumentato di poco il numero – racconta Giuseppe Figlini, presidente provinciale dell’Ordine dei medici –. Segnalazioni che spesso arrivano da cittadini e quasi sempre di questi tempi riguardano esternazioni sui social. È nostro dovere in ogni caso aprire un’indagine». Procedimenti che, almeno durante la pandemia, hanno portato però ad un numero esiguo di effettive sanzioni, tanto da contarle sulle dita di una mano in provincia.
Nel caso di Tesi, invece, tutto si è risolto con l’archiviazione. Di qui, adesso, l’approdo in consiglio comunale chiesto dal dottore contro Condello, con voto segreto di “sfiducia” che si terrà nel consiglio di questa sera alle 21. Una storia, questa, che il medico vuole raccontare al consiglio, spiegando come tutto sia accaduto in un momento professionale di «infinite difficoltà nel gestire i miei pazienti allarmati, impauriti, con disturbi del comportamento. Ho sempre tenuto aperti i miei ambulatori in presenza per infondere un po’ di fiducia, ho sempre fatto le visite a domicilio, anche ai positivi, per trasmettere loro la mia vicinanza, ho vaccinato oltre 400 persone anche a domicilio. Non senza paura per la mia incolumità, ma sempre accompagnato dal senso del dovere. E tutto questo sotto la spada di Damocle di una denuncia».
Ancora da capire il coinvolgimento del Comune: «La segnalazione – dice Tesi – sarebbe arrivata per mezzo di carta intestata dell’ente». Il sindaco e la maggioranza, intanto, si riservano di commentare la vicenda durante il consiglio comunale. «Le mie posizioni potranno sembrare giuste o sbagliate ma rientravano nel diritto di opinione e nella volontà di tranquillizzare tanti dei miei pazienti su ciò che stava accadendo».
Nilo Di Modica
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