Peccioli, il luogo giusto da cui poter ripartire. Lo scrive anche Santeramo
Il libro “La seconda vita”, che sembra quasi una sceneggiatura per un film, presentato alla Biennale di Venezia. Tre pullman di cittadini dall’Alta Valdera
Peccioli. È una storia d’amore. Ma è anche un romanzo che sembra la storia perfetta per diventare una tragedia da mettere in scena a teatro (e non a caso questa estate lo spettacolo è andato in scena all’anfiteatro Fonte Mazzola).
E Peccioli c’è, quasi in ogni riga: il primo bacio tra i protagonisti, Antonio e Anna, è di fronte al cinema Passerotti. Il primo caffè insieme al bar La Terrazza. E poi la biblioteca, la via delle Serre, l’anfiteatro Fonte Mazzola, il campanile del Bellincioni. Anzi, la campana che è la voce della comunità. E qualche “scena” tra i due innamorati vede protagonista la discarica di Legoli.
Per tutte queste ragioni l’evento che ha visto protagonista il libro di Michele Santeramo, “La seconda vita”, alla Biennale di Venezia, il penultimo prima del gran finale del 20 novembre, ha visto una partecipazione massiccia di pecciolesi. Tre autobus partiti, dopo i doverosi controlli del Green pass, dall’hotel Portavaldera in direzione Venezia. Dopo una breve visita in piazza San Marco, alle 15 l’appuntamento con la presentazione del libro, curata dalla Fondazione Peccioliper. Dopo la consueta introduzione del sindaco Renzo Macelloni, che ha spiegato l’importanza di essere presenti a un appuntamento internazionale che segna anche una ripartenza importante dopo la pandemia, a raccontare il progetto è stata Sandra Furlan che, per la Fondazione Peccioliper, ha già curato il progetto “Voci”. E il libro di Michele Santeramo, con le illustrazioni del fumettista pecciolese Riccardo Burchielli, riprende alcuni dei luoghi simbolo raccontati anche dal progetto “Voci”. «Questo è più di un libro, è un vero e proprio progetto. Non si limita a essere ambientato a Peccioli, ma segue una traccia molto innovativa che è quella della multilateralità. Insieme a “Voci” e al libro, un giallo, di Romano De Marco, il romanzo di Santeramo diventa più di un libro. È un prodotto audio tecnologicamente avanzato, non un semplice audiolibro. Diventa spettacolo teatrale, peraltro già messo in scena durante il festival estivo 11Lune. E questo è il filone delle innovazioni nel campo dell’arte. Io vivo a Milano e dopo 4 anni dal suo inizio, di Peccioli si inizia a parlare tanto della sua comunità».
A costruire questa storia, che sembra scritta per diventare anche un film, ci pensa lo stesso autore, Michele Santeramo: «Ho costruito un percorso con Peccioli che dura da qualche anno. Io scrivo di quello che voglio imparare e quando Renzo Macelloni mi ha chiesto di raccontare una storia di resilienza ambientata a Peccioli ho accettato ben volentieri. Questa è la storia di Anna che per ripartire dopo una fase difficile della sua vita, la sua seconda vita, sceglie Peccioli. Un borgo nel quale non si capita a caso, ma che bisogna scegliere».
Anna vive nel borgo e nella sua seconda vita Antonio, che sembra un artigiano senza tempo e con il padre aggiusta le campane, la porta a cercare proprio una vecchia campana nella discarica di Legoli. E la discarica, esattamente come nel Padiglione Italia, non è più un semplice sito industriale. È spazio di arte, zona di incontro, simbolo di rigenerazione. E, nel romanzo di Santeramo, anche un luogo dove ci si può innamorare. Nonostante tutto.
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