Il presidio
Sbandati, degrado e sosta selvaggia nell’area di confine dimenticata da tutti
Proteste a San Romano, diviso tra Montopoli e San Miniato «Inciviltà, maleducazione e mancanza di controlli»
Giacomo Pelfer
montopoli. In quelle poche centinaia di metri ci sono il degrado, l’incuria, ma soprattutto l’inciviltà e la maleducazione di qualcuno, unita a quel confine tra due Comuni che probabilmente non aiuta.
Siamo a San Romano, lungo la strada provinciale 6, per la precisione nel tratto che collega la stazione alla curva che precede il sottopasso per via Arginale. Poche centinaia di metri che nel primo tratto, quello di Montopoli, prendono il nome di via Rosselli, per poi diventare via Gramsci appena si supera il confine invisibile di San Miniato. È qui che da sempre si concentrano segnalazioni e proteste dei cittadini, forse più che in ogni altro luogo del comprensorio.
L’ultima in ordine di tempo arriva da un gruppo di cittadini del “lato montopolese”, dopo che l’amministrazione comunale è intervenuta, pochi giorni fa, per rimuovere le erbacce cresciute lungo i binari sotto la passerella pedonale di via Rosselli. Uno “sconfinamento” in un’area di competenza di Ferrovie, dopo anni di totale abbandono, necessario per evitare che la pensilina pedonale venisse “inghiottita” dalla vegetazione, riportando finalmente alla luce i 12 faretti sottostanti, di cui solo 7 ancora in funzione.
Peccato però che l’insolita pulizia abbia messo in luce un’impressionante tappeto di plastica e di rifiuti accumulati nel tempo, regalando un colpo d’occhio che la dice lunga sul grado di civiltà di qualcuno. Ma peccato anche che tutto si sia fermato in pochi metri: appena superata la passerella, infatti, si entra di nuovo in una giungla quasi impenetrabile. È qui che ancora si intravedono due immobili abbandonati, un tempo riservati ai dipendenti di Ferrovie: mentre il primo è stato murato, il secondo continua ad essere rifugio di senzatetto e sbandati, come dimostrano il materasso e i rifiuti accatastati all’interno. Fra un’immobile e l’altro spunta anche un capanno in lamiera appena visibile tra le frasche.
Uno scenario di degrado a pochi metri da case e condomini, in un punto tagliato precisamente a metà dal confine tra i due Comuni. Soprattutto sul lato di San Miniato, del resto, la sensazione di essere l’estrema periferia del Comune resta una costante. Nonostante alcuni miglioramenti rispetto al passato, con la sistemazione della banchina lungo la strada e l’asfaltatura del parcheggio alla curva di via Gramsci, rimane forte la convinzione di essere «abbandonati e dimenticati». A dirlo è Giuseppina Virgili, residente di via Gramsci, puntando il dito contro la mancanza di controlli che lasciano mano libera ai maleducati, soprattutto nell’utilizzo del parcheggio. «Nonostante rimangano sempre dei posti liberi – racconta – qualcuno è abituato a parcheggiare a ridosso dello stop, rendendo complicata l’entrata al parcheggio per chi arriva da Ponte a Egola. Sono almeno due anni, poi, che un camion posteggia lungo la rete della ferrovia, costringendo tutti gli altri ad un sacco di manovre. Addirittura, c’è anche chi tutte le sere lascia l’auto contro mano sul marciapiede». Da qui la richiesta alla polizia municipale di «farsi vedere, almeno ogni tanto», unita alla domanda di una maggiore attenzione ad una strada tra le più trafficate e pericolose della zona.
«Non ci sono luci che segnalino la pericolosità della curva – riprende la donna –, gli attraversamenti pedonali sono scoloriti fino a sparire, mentre gli ultimi due lampioni vecchi e arrugginiti non sono stati ancora sostituiti. Quello che dà fastidio è essere lasciati a noi stessi. Forse sarebbe meglio se tutto il paese passasse sotto il Comune di Montopoli».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
