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Tensione per lo sfratto di un disabile 45enne «Mutuo insostenibile, casa venduta all’asta»
Il comitato contro i pignoramenti ottiene un mese di tempo «Il sindaco non lasci soli i cittadini in balìa di custodi giudiziari»
Danilo Renzullo
CALCINAIA. «Quello delle istituzioni non è un comportamento responsabile. Il Comune e il servizio sociale devono lavorare per risolvere al più presto questa situazione incresciosa che colpisce una persona fragile». È la rivendicazione che parte dal comitato contro gli sfratti e i pignoramenti di Pisa riunito ieri mattina in picchetto a Fornacette per cercare di impedire lo sfratto di un disabile 45enne e cercare un’alternativa abitativa.
Dopo qualche momento di tensione tra gli attivisti e le forze dell’ordine intervenute per accompagnare l’ufficiale giudiziario, l’accesso all’abitazione è stato rimandato al 15 novembre. Sull’uomo pende un pignoramento per non essere riuscito a far fronte alle rate del mutuo. «La vicenda inizia nel 2013 – spiegano gli attivisti del Comitato –. La casa, di nuova costruzione, viene acquistata grazie all’accensione di un mutuo che dopo qualche anno si è rilevato insostenibile. L’operazione è andata in porto attraverso un mediatore finanziario che ha proposto all’uomo un mutuo che, nonostante le scarse garanzie, la banca ha accettato di assegnare».
Dopo un paio d’anni, le rate sono però improvvisamente lievitate, passando dall’iniziale costo di 350 euro mensili a 750 euro. «Insostenibile per un uomo che vive con una pensione di invalidità – prosegue il Comitato –. Dal 2019 è iniziata la procedura di pignoramento della casa».
Il 45enne si rivolge allora prima al mercato privato e poi al servizio sociale per cercare un’alternativa. «Intanto è finito nell’elenco dei cattivi pagatori e non riesce a trovare una casa – raccontano i manifestanti –. Due mesi fa, durante l’accesso dell’ufficiale giudiziario gli viene comunicato che l’abitazione è finita all’asta, è stata venduta e deve essere liberata il prima possibile per far spazio ai nuovi proprietari».
L’uomo chiede tempo per cercare un’alternativa abitativa, adatta anche alle sue precarie condizioni fisiche. Il mercato privato gli chiude però ogni porta. «Si rivolge ancora una volta ai servizi sociali, che però non riescono a trovare una soluzione», proseguono i membri del Comitato contro gli sfratti e i pignoramenti.
«Nonostante un recente incontro concluso con la richiesta di sospensione dello sfratto per permettere di inserire l’uomo nel percorso di assegnazione di un alloggio attraverso la formula dell’housing sociale – continuano – il custode giudiziario si è presentato accompagnato dalle forze dell’ordine per eseguire l’accesso. Siamo riusciti a strappare un rinvio di trenta giorni. Una soluzione tampone che però non basta. Occorre che il sindaco di Calcinaia non lasci i suoi cittadini in balìa dei custodi giudiziari e che le istituzioni lavorino per trovare soluzioni adatte ad affrontare queste emergenze e quelle di tutte le persone in difficoltà che non possono più permettersi i canoni del mercato privato».
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