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Due donne alla guida di Buti: «Non c’entra la parità di genere»

Andreas Quirici
Due donne alla guida di Buti: «Non c’entra la parità di genere»

La sindaca: «Di Bella sarà la mia vice per meriti». La candidata sconfitta: «Sull’esito ha influito l’astensionismo»

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BUTI. Arianna Buti e Francesca Di Bella a Buti come Arianna Cecchini e Simona Giuntini a Capannoli e come Ilaria Parrella e Manuela Del Grande a Santa Maria a Monte.

Con le elezioni amministrative nel comune del Monte Serra cresce la schiera di donne alla guida di amministrazioni comunali. Sindaca e vice sindaca per dare quel tocco in più alla gestione di un territorio. Ma nel caso di Arianna Buti la scelta di Francesca Di Bella come numero due del Comune non è dettata dal genere o dalle quote rosa. Bensì da fatti concreti come le preferenze ottenute da colei che figurava al numero uno della lista “Insieme per Buti”, ben 267.

«E non è esattamente neppure così – esordisce la neo sindaca – perché è vero che Francesca ha ottenuto così tanti voti personali, ma alla base c’è il suo splendido lavoro fatto nei cinque anni di legislatura guidata dall’ex sindaco Alessio Lari, occupandosi di politiche sociali e giovanili, pubblica istruzione, pari opportunità e gemellaggi. Io ho visto come si è comportata in tutto questo tempo. Ho apprezzato l’impegno e i risultati. E l’ho scelta per il gradimento ricevuto dagli elettori, ma soprattutto per le sue qualità. Il fatto che sia una donna non c’entra niente. A me interessa lo spessore delle persone».

Il primo giorno alla guida dell’amministrazione comunale, dopo quello dell’elezione al termine delle votazioni, è corso via veloce per Arianna Buti. «Ho dormito poco, anche per l’allerta meteo in atto che, per fortuna, non ha creato nessun problema anche se eravamo pronti con la nostra Protezione civile a ogni eventualità», dice mentre è in compagnia di Lari per il tradizionale passaggio di consegne la mattina dopo il voto. «Ho dormito un po’ di più del solito – confessa Buti – e ho cercato di rispondere ai tantissimi messaggi che mi sono arrivati durante la notte, quanto è ripartito WhatsApp dopo il blocco di sei ore che è coinciso con il momento successivo all’esito dei risultati».

Un 67,15 per cento che la dice lunga sul risultato. Ma che, secondo la sua avversaria, Monia Buti candidata di “Buti al centro”, non spiega tutto: «Credo che il dato più importante sia l’affluenza al 55,16 per cento con un’astensione molto alta. Penso che abbia influenzato non poco, anche se è vero che la nostra candidatura è partita in ritardo. E che sia stato determinante per un risultato piuttosto basso. In noi ha prevalso, però, la voglia di partecipare comunque a queste elezioni, evitando che si presentasse una sola lista. Saremo quattro consiglieri di opposizione e non sarà facile portare avanti il nostro programma. Ma se avessimo rinunciato a presentarci sarebbe stato ancora peggio».
 

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