Il Tirreno

Pontedera

Castellina marittima: alessandro Giari 

«Ripopolare il paese, solo così c’è futuro»

L.B.

Il nuovo primo cittadino delinea le strategie del mandato «Tanti giovani per costruire la classe dirigente di domani»

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Castellina marittima. Alessandro Giari, 67 anni, (lista civica “Idee e innovazione”) non si sente di chiamare terzo mandato quello che inizierà nelle prossime ore come sindaco di Castellina Marittima.

«Sono passati 26 anni dall’ultimo dei due mandati precedenti, è una fase completamente nuova adesso e l’esperienza che ho acquisito durante questi anni spero di trasferirla ai giovani per creare un gruppo di dirigenti locali del domani», spiega il neo-sindaco, fresco del 67,41% di voti e che fino alla primavera resterà anche vertice di Scapigliato (presidente e amministratore «fino alla scadenza naturale, non c’è incompatibilità», precisa sempre Giari a riguardo). E si passa alle prime reazioni non appena saputo l’esito dello scrutinio: «Non mi aspettavo l’entità, quasi il 68%, perché eravamo tre liste, ma i segnali erano chiari già nei numerosi incontri fatti con i cittadini. Parlo dell’accoglienza positiva della cittadinanza alla proposta di questo gruppo di giovani che si sono messi in moto per cambiare un po’ il clima, con idee e innovazione, appunto», continua dalla sezione dove sta festeggiando con sostenitori, collaboratori e staff. Non appena la macchina operativa sarà partita, chiediamo allora quale sarà la prima mossa da mettere in campo a breve termine: «Ci metteremo a studiare tutte quelle che sono le condizioni strutturali della nostra realtà per dare il via ai nostri programmi: vogliamo definire un masterplan di ciò che va realizzato, con una logica di dettaglio per ogni punto che vogliamo mettere in pratica con coerenza a quello che è il nostro programma». E per il futuro, ad ampio raggio? «L’impegno del mandato è quello di incrementare le presenze sul territorio: è la condizione chiave per garantire sviluppo, occupazione, servizi. Solo con una maggior presenza i piccoli Comuni possono risolvere i loro problemi storici-strutturali».

L.B.

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