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No all’agibilità sismica dell’immobile e 95 bambini restano senza scuola

Nilo Di Modica
No all’agibilità sismica dell’immobile e 95 bambini restano senza scuola

Chiusa la primaria di Marti: probabile trasferimento di massa a Montopoli. I genitori: «No alla didattica a distanza»

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Nilo Di Modica

montopoli. Scoppia il caso della scuola elementare di Marti: porte chiuse da lunedì, per motivi di sicurezza. La “tegola” sul corpo scolastico della frazione è caduta in maniera ufficiosa in un consiglio d’istituto lampo giovedì pomeriggio, ma è diventata ufficiale con una comunicazione del sindaco Giovanni Capecchi alcune ore dopo in consiglio comunale e poi con l’ordinanza firmata ieri mattina.

«Negli ultimi anni – ha spiegato il primo cittadino – stiamo svolgendo le indagini per valutare la vulnerabilità sismica dei nostri plessi scolastici. Un’ultima indagine è stata fatta sul plesso di Marti. La relazione tecnica redatta dalla ditta che ha eseguito i controlli ha rilevato la presenza di alcune problematiche, che avranno bisogno di essere risolte con interventi da realizzare senza la presenza degli studenti. Per questo motivo sarà necessario chiudere la scuola e pensare a delle soluzioni alternative».

Notizia che ha gettato comprensibilmente nello scompiglio i quasi duecento genitori di Marti e Casteldelbosco coinvolti: 95 in tutto i ragazzi, suddivisi in cinque classi dalla prima alla quinta.

«Questa mattina (ieri, ndr) non ce la siamo davvero sentita di mandare i nostri figli a scuola – dice Veronica Scapin, madre di un’alunna e rappresentante dei genitori in quarta. – Se giovedì sera ci dicono “ufficiosamente” che la scuola non è sicura noi cosa facciamo? Mandiamo i nostri figli tranquillamente a scuola venerdì aspettando la chiusura la settimana prossima? ».

«Abbiamo già avuto un tira e molla notevole in questi anni – continua –. Già nel 2017 alcuni lavori ai solai hanno costretto i ragazzi a sposarsi per mesi nel capoluogo. Non lo sapevano allora che c’erano problemi? ».

Domande che inevitabilmente torneranno a farsi sentire questa mattina (ore 10) al campo sportivo Bianchi di Montopoli, dove il Comune ha indetto una riunione per spiegare cosa è successo e come sarà organizzato il servizio scolastico a partire da lunedì.

La soluzione più probabile, anche se non ufficializzata, è che i ragazzi vengano “stornati” a breve sul capoluogo, dopo alcuni piccoli e veloci lavori di adeguamento degli spazi al piano terra.

Nel 2020, altre tensioni fra genitori, comune ed Istituto si erano verificate a seguito di altri lavori di efficientamento energetico, inizialmente previsti per la metà dell’anno con spostamento dei ragazzi e poi slittati in estate a seguito dello scoppio della pandemia.

«I lavori del 2017 – dice il sindaco – avevano avuto a che fare coi solai, ma non riguardavano questioni strutturali. Ci eravamo occupati dello sfondellamento degli intonaci, grazie ad uno dei numerosi finanziamenti che fortunatamente abbiamo ricevuto in questi anni dalla Regione e non solo. Abbiamo da spendere ancora oltre un milione e le tempistiche su adeguamenti e controlli non sono purtroppo sotto il nostro controllo. Quanto all’ufficialità della chiusura, poi, poteva esserci solo con le carte in mano, cosa che abbiamo avuto solo stamani (ieri, ndr)».

Intanto però i genitori meditano anche la costituzione di un comitato, mentre ieri mattina sono comparsi due striscioni all’ingresso della scuola, anche contro la Dad. «La didattica a distanza non la vuole nessuno – dice, definitivo, Marco Moretti, uno dei rappresentanti dei genitori nel consiglio d’istituto – anche perché è uno strumento già previsto dal Ministero per le quarantene, che non vogliamo diventi una scusa per allungare i tempi. Quello che davvero non capiamo è come mai questi controlli sulla staticità arrivino sempre ad anno scolastico appena iniziato o quasi. Non sarebbe meglio farli in estate? Sappiamo che in queste settimane ne saranno fatti altri anche su altre strutture. Dobbiamo aspettarci altre chiusure?» . Questione quest’ultima, che pesa come un macigno sul futuro delle scuole comunali.

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