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Il restauro della Deposizione tra i visitatori del museo di Volterra
Via ai lavori per dare nuova vita all’opera in un cantiere allestito nella pinacoteca. L’assessore Danti: «Abbiamo in corso numerosi interventi per la cultura e l’arte»
VOLTERRA. Da pochi l’area della pinacoteca dedicata all’opera più illustre di Rosso Fiorentino, la Deposizione della croce, è un cantiere chiuso da un vetro da cui si può assistere al restauro del quadro che quest’anno celebra il 500 anniversario dalla sua realizzazione. Una bolla in cui lavora il restauratore di Firenze Daniele Rossi con la sua équipe e alcuni tra i migliori esperti del settore, come Roberto Buda che si occuperà della struttura lignea. Lavori in corso, ma davanti al pubblico che, come sottolineato dal direttore del museo, Alessandro Furiesi, «sono in gran numero anche in questi giorni».
La fase attuale dei lavori, resi possibile grazie a un finanziamento della Fondazione Friends of Florence, protagonista di un accordo che comprende anche Comune di Volterra, parrocchia della basilica cattedrale e Soprintendenza, è quella dell’indagine. «Essenzialmente diagnostica – spiega Rossi – in modo da avere un quadro completo sui dati scientifici da cui partire per l’intervento vero e proprio. Abbiamo un anno per completare questa operazione che punta a individuare le sofferenze e a risolverle. Elimineremo le vernici estese, gli elementi anche strutturali inseriti durante i precedenti restauri, sostituendoli con tecniche attuali. Faremo un intervento sostanzialmente conservativo, ma che consentirà di portare a nuova vita un’opera straordinaria che, dal punto di vista del colore, ha bisogno di pochi ritocchi».
La Deposizione, quindi, non è più alla vista dei visitatori del museo. Ma forse c’è la possibilità di osservare da vicino un momento storico come quello del restauro di un’opera così importante. È per questo che è allo studio un’eventuale proposta alle scuole per organizzare visite guidate ad hoc per gli studenti. «Anche se questa eventualità dipende dall’evoluzione della pandemia e dalle restrizioni che potrebbero essere decise dalle autorità sanitarie», ammette Furiesi.
Per Volterra, però, è una fase di grande fermento anche se si tratta di cantieri. Deposizione e museo etrusco Guarnacci sono interdetti per lavori. Ma l’obiettivo è di riproporli al pubblico in una veste migliore e più attrattiva. «La città, in questi mesi, è un vero e proprio cantiere aperto per la cultura e per l’arte – dice l’assessore alle culture, Dario Danti –. Sono 3 milioni e 916mila euro gli investimenti pubblici e privati che, grazie ai lavori conclusi, a quelli in corso e a quelli già programmati, renderanno più belli e migliori i nostri luoghi dell’arte, della cultura e i nostri siti museali e archeologici. Una rarità, un dato straordinario. Questi sono fatti concreti, non slogan o promesse. Volterra investe in cultura, sul serio, con un’esemplare collaborazione tra soggetti pubblici e privati. E la cosa di cui andiamo più orgogliosi è l’ingente impegno economico che la parte pubblica ha messo a disposizione. Da parte di Stato, Regione e Comune di Volterra».
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