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Fauglia, in un ovile la droga pronta a partire dal porto alla Sardegna

Stefano Taglione

Il proprietario è sardo ed è tra i cinque arrestati 

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Stefano Taglione

livorno. La base dove stoccare la droga stava a 25 chilometri dal porto di Livorno, in un ovile di San Regolo, una frazione di campagna del comune pisano di Fauglia. Cocaina, eroina e marijuana depositate nell’azienda agricola e pronte per essere imbarcate sulle navi per la Sardegna, sui camion guidati dagli autotrasportatori compiacenti. Più di 40 i chili sequestrati dai carabinieri nel corso delle indagini, andate avanti dal giugno all’ottobre dell’anno scorso. Mentre un altro quintale, dalle intercettazioni, sembrerebbe che sia stato movimentato fra Livorno, Cagliari e Nuoro.

I NOMI

I militari del nucleo investigativo di Livorno, diretti dal maggiore Michele Morelli, ieri mattina hanno arrestato sei presunti trafficanti di droga, uno dei quali però non è stato trovato ed è ancora latitante. Il principale indagato dell’inchiesta – denominata “Mandra” – si chiama Robertino Dessì, ha 44 anni e abita nel comune di Crespina Lorenzana. Già nel carcere delle Sughere per altra misura cautelare, è originario di Nuoro e viene considerato il capo del gruppo criminale. Di cui farebbero parte anche gli albanesi Indrit Alla (51 anni) e Veli Ilies (di 34) – entrambi domiciliati a Livorno e ora in carcere – che secondo l’accusa si sarebbero occupati di tenere i rapporti con i fornitori spagnoli. Oltre a loro, in cella, sono finiti il ventottenne nuorese Pasquale Buffa e Andrea Serra, un cagliaritano di 48 anni residente nel comune di Villacidro, ritenuto dalla direzione distrettuale antimafia di Firenze – che coordina le indagini – l’anello di congiunzione fra i trafficanti sudamericani e alcune ’ndrine calabresi, fra cui i Gallace di Guardavalle, al centro della precedente inchiesta dei carabinieri labronici, smantellata nell’aprile di quest’anno. La settima misura cautelare è un obbligo di dimora, inflitto a colui che viene ritenuto un «corriere della droga», l’autotrasportatore nuorese di 52 anni Antonio Masuli. L’inchiesta vede in totale 13 indagati, con altre sei persone denunciate.

L’Ovile e le armi

In quello stesso ovile di San Regolo, dove sarebbe stata stoccata la droga da imbarcare in Sardegna, nell’estate dell’anno scorso c’era un arsenale. Fucili, esplosivi e bombe a mano per sventrare la Mondialpol di Cecina, il cui colpo per fortuna non è mai stato messo in atto. È quanto hanno accertato all’epoca i carabinieri del nucleo investigativo di Livorno, L’ovile, nel comune di Fauglia, è sempre quello dell’allevatore di 44 anni Robertino Dessì, arrestato un anno fa e a cui ieri la notifica è stata consegnata in carcere, alle Sughere. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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