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Teli da discarica stesi per 200 metri contro le contaminazioni del Keu
Ecco gli interventi di Regione e Arpat in modo da mettere in sicurezza il tratto della 429 dove sono gli scarti tossici
Lucia Aterini
EMPOLI. Prima la messa in sicurezza urgente e poi gli ulteriori accertamenti per capire esattamente quantità e posizione del materiale contaminato, in sostanza quello mescolato con il Keu, le ceneri non decontaminate derivate dallo smaltimento dei fanghi conciari.
Questo il programma della Regione per il tratto della regionale 429, nel comune di Empoli, dove è stata rilevata la presenza di inerti mescolati con il Keu dopo l’indagine della procura della Repubblica di Firenze che ha travolto l’Associazione conciatori di Santa Croce. «La messa in sicurezza urgente riguarda tutti i siti che sono stati contaminati in Toscana – spiega l’assessora regionale all’ambiente Monia Monni – gli interventi servono per evitare che gli inquinanti entrino in contatto con l’acqua».
A questo scopo l’Arpat ha già fatto una serie di controlli e indagini per conto della Procura nella zona del cavalcaferrovia e i tecnici sono riusciti a definire l’estensione del tratto inquinato, si tratta di circa 200 metri a monte del cavalcaferrovia. Il Keu è stato individuato poi anche nella pendice d’appoggio della strada. Al momento solo sulla crosta del terreno.
L’obiettivo è quello di non far entrare l’acqua in queste zone. Per cui, come spiega Arpat, queste porzioni di terreno verranno coperte con teli impermeabili, tipo quelli da discarica, e saranno realizzate poi canalette di scolo per la raccolta di acque. Questo per non portare contaminanti nella falda acquifera.
Gli interventi con il posizionamento dei teli verranno disposti dal commissario che ha concluso l’opera stradale per la Regione. Verrà disposta dunque un’ordinanza di messa sicurezza urgente. E dal momento in cui verrà firmata dovrà essere eseguita in una settimana, massimo due.
Arpat ha lavorato anche sui pozzi e non ha trovato traccia di inquinanti in nessuno di quelli che ha monitorato, sia nella zona dei 200 metri, sia nell’area più vicina al confine col comune di Castelfiorentino dove sono stati fatti esami perché ci sono famiglie non allacciate all’acquedotto.
In entrambi i casi è stato cercato un metallo pesante e pericoloso, il cromo esavalente. Secondo Arpat, in ogni caso, la velocità di reazione del materiale inquinante in questione è lenta proprio perché nei pozzi non è stata trovata traccia di contaminazione da cromo esavalente che è considerato il tracciante delle sostanze inquinanti perché è quello più mobile.
Secondo quanto previsto dalla Regione, anche alla luce di una riunione con il Comune di Empoli che si è tenuta mercoledì pomeriggio, per la 429 sono previsti poi ulteriori accertamenti per capire, come spiega la stessa assessora regionale Monni «se è necessaria una messa in sicurezza o una bonifica».
In buona sostanza, oltre all’intervento urgente contro i dilavamenti, è necessario avere una visione tridimensionale del terreno, se il Keu è solo sul rilevato stradale, sulla crosta della terra, oppure è in profondità, nelle cosiddette terre armate. E non sono indagini semplici perché il rischio è di minare la stabilità della nuova strada.
Quindi, come spiega Arpat, dovranno essere fatti dei buchi lungo la strada per capire se sotto l’asfalto, e fino a che profondità, si trovano tracce di Keu.
Bisognerà vedere se è solo lateralmente, oppure se a 20/30 centimetri sulle pendici della strada. In questo caso, come aggiungono da Arpat, basterebbe toglierlo con una ruspa e portarlo in discarica. Se è più profondo, la questione sarebbe più complicata.
Arpat, con questo sopralluogo, potrà aumentare anche i punti di prelievo per l’acqua. Saranno sistemati dei tubi piezometrici, sempre nella zona dei duecento metri.
Per questi ulteriori accertamenti, Arpat è legata ai tempi della Procura fiorentina. In ogni caso, per ogni sito contaminato è stato messo a punto un piano operativo diverso. All’aeroporto di Pisa, per esempio, è stato già portato via tutto il materiale contaminato perché era finito nella falda.
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