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Diocesi senza più vescovo, attesa la decisione del papa
Per Volterra c’è il rischio reale di essere accorpata con altre giurisdizioni anche perché non raggiunge, di poco, la soglia posta dei 100mila abitanti
Paolo Falconi
volterra. Eccoci al dopo D-day. Al giorno dopo le dimissioni da vescovo di Volterra di Alberto Silvani al compimento del 75° compleanno. Che, secondo il codice del Diritto canonico è un atto dovuto, rimettere il mandato nelle mani del papa. Sarà, dunque, papa Francesco, quando lo riterrà opportuno, a prendere le necessarie decisioni per provvedere al governo della diocesi di Volterra. Sulla quale grava, lo ricordiamo, il rischio di essere accorpata con un’altra giurisdizione ecclesiastica visto che non raggiunge la soglia posta dei 100mila abitanti e come è volontà di muoversi da parte della Curia romana.
Nel 2017 contava 89.241 battezzati su 94.098 abitanti. Quindi basterebbe davvero poco a raggiungere quella soglia, possibile se dalla vicina Colle Valdelsa prendesse corpo la voglia di tornare sotto la diocesi etrusca, abbandonando quella senese, Infatti era il 1592 quando Volterra cedette una porzione del suo territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Colle.
È una delle ipotesi che qualche mese è emersa nel diffuso dibattito sorto in seguito alla ventilata ipotesi di accorpamento della diocesi. Evento sciagurato e molto criticato sul territorio che non si vuol neppure prendere in considerazione. Nell’occhio del ciclone sembra essere capitata anche la diocesi di San Miniato, peraltro molto difficile da accorpare vista la complessità del territorio ma per la quale, tuttavia, non sembra probabile uno smembramento.
Attualmente la diocesi di Volterra abbraccia ben cinque province, si estende su 1.743 km² ed è suddiviso in 88 parrocchie, raggruppate in sei vicariati. Ora senza una guida pastorale “ufficiale”.
Tecnicamente Il canone 401 §1 del Codice di diritto canonico afferma che i vescovi diocesani devono presentare le loro dimissioni al papa al raggiungimento del 75º anno di età. Alcuni lo fanno prima, al fine di ottenere immediatamente le dimissioni al raggiungimento dei 75 anni. Mons. Silvani l’ha fatto 48 ore dopo, anche se aveva dichiarato che avrebbe preso tempo. La lettera di dimissioni l’ha inviata prima al nunzio apostolico o al delegato apostolico, e quindi ail dicastero preposto che è la Congregazione per i vescovi. La quale presenta l'offerta di dimissioni del vescovo al papa che ha diverse possibilità di rifiutare l'offerta di dimissioni o di accettarla con effetto immediato.
Nel caso di vescovi diocesani che hanno raggiunto i 75 anni, come mons. Silvani, la decisione più tipica è quella di accettare le dimissioni ma con effetto solo dalla data di pubblicazione della nomina di un successore, una decisione conosciuta come accettazione nunc pro tunc (ora per allora). Nel qual caso la sede non diventa vacante immediatamente ma il processo che porta alla nomina di un successore inizia senza indugio.
Se le dimissioni sono accettate con effetto immediato, la sede episcopale diventa vacante al momento della pubblicazione della decisione del papa. E si apre il cammino che porta alla nomina del nuovo vescovo.
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