Meteo
La mostra di Art Brut omaggio ai disegni “dell’artista matto”
volterra. «Quella mostra a palazzo Priori, che si è aperta sabato, è un omaggio a Ferdinando Nannetti» ripete con convinzione ed emozione il curatore Giorgio Bedoni.
Gli fa eco Claudio Grandoli, vice presidente della onlus “Inclusione graffio e parola” che ha permesso, con l’allestimento di Aldo Trafeli, la mostra che si è aperta sabato e lo sarà fino al 30 novembre. «Un percorso – dice – che fa da sponda a Nannetti».
Non soltanto graffiti, ma anche opere pittoriche di Nannetti che ha raccontato il suo universo da 1958, quando si tolse la cintura dai pantaloni, sfilò la fibbia e iniziò a scrivere in un linguaggio che sembrava incomprensibile e invece nascondeva arte, genio, sensibilità e una tristezza infinita. Sono passati cinquant’anni da quando Nof4, al secolo Oreste Fernando Nannetti, schizofrenico di Roma finito al manicomio di Volterra per aver offeso un carabiniere, finì il suo grande graffito alto due metri e lungo 180. Fu, si può dire, l’antesignano dell’Art Brut che ora vede coinvolti numerosi artisti. con estrose opere di artisti nazionali e internazionali, esponenti proprio dell’Art Brut.
La mostra “Siamo un infinito viaggiare” è un intreccio di collaborazioni con gli artisti Maurizio Zappon, Umberto Gervasi, Simone Pellegrini, Stefano Zangiacomi, Jadaiya e Maria Chiara Marino.
Un disagio nel vivere attraverso i disegni e non solo i graffiti di Oreste Fernando Nannetti NOF4, viaggiatore visionario.
E che si inserisce nel ritorno delle visite guidate all’ex ospedale psichiatrico, ogni fine settimana e su prenotazione, nel rispetto delle disposizioni fissate anti Covid.
P.Fa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
