Il “gladiatore” Andrea Tafi ricorda la sua Coppa Sabatini da vincitore
Sarà a Peccioli il 3 settembre alla presentazione della 69ª edizione al Palazzo Senza tempo
PECCIOLI. La Coppa Sabatini numero 69 si avvicina (si corre il 16 settembre, il giorno dopo al Giro di Toscana con partenza e arrivo da Pontedera) e ancor prima è la sua presentazione: venerdì 3 settembre a Palazzo Senza tempo a Peccioli. Interverrà anche Andrea Tafi, fucecchiese di nascita, che proprio nella corsa pecciolese si impose nel 1997 davanti ad Alessandro Bertolini, Davide Rebellin, Marco Fincato. Quinto il conterraneo Luca Scinto. Erano gli anni d’oro, anzi di platino del ciclismo toscano, con parecchi a lfieri che dettavano legge, sportivamente parlando, sulle strade di mezza Europa. Oltre a Tafi e a Scinto, vengono in mente Cipollini, Donati, Casagrande, Bartoli, Chioccioli; con Bettini in rampa di lancio.
Il “gladiatore” di Fucecchio, tanto per tenere un po’ di fredda contabilità, tra i professionisti è riuscito ad aggiudicarsi 32 gare, alcune di grande effetto e antentiche gare monumento del panorama internazionale: come non pensare alla Parigi-Roubaix, Giro di Lombardia, Giro delle Fiandre, Rochester International, Parigi-Tours, Parigi-Bruxelles e campionato italiano.
«La Coppa Sabatini mi è sempre piaciuta anche perché sono toscano e sulle sue strade c’erano tanti miei tifosi. Andrea Tafi era andato vicino alla vittoria nell’edizione del 1996 in cui al culmine della salita di Peccioli s’impose Bjarne Rijs, vincitore due mesi prima del Tour de France. Primo Rijs, secondo Faresin, terzo Chiappucci e quarto Tafi.
«Da lì – fa notare Andrea, nato nel 1966 a Fucecchio e residente da tempo nel comune di Lamporecchio – si capì che avevo molte possibilità di vincere la Sabatini. Il 1996 è stato un anno bellissimo per me; ho ottenuto sei vittorie finendo la stagione col trionfo al Giro di Lombardia».
Ma fu molto bello anche il 1997 per il toscano dell’allora corazzata Mapei-GB. La squadra di patron Giorgio Squinzi alla gara di Peccioli schierò pure Johan Museeuw in maglia di campione del mondo.
La Sabatini del 25 settembre ’97 si risolse nel finale. «Io – racconta lo stesso Andrea malcelando una certa emozione – ero molto concentrato e avevo attaccato più volte, però la fuga decisiva è nata grazie a uno scatto di Scinto, altro combattente. A lui ci siamo agganciati io, Bertolini, Rebellin e Fincato».
La squadra MG-Technogym aveva due corridori nel quintetto di testa, ovvero Scinto e Bertolini. Ma la superiorità numerica non fu sufficiente a vincere per gli uomini diretti da Giancarlo Ferretti.
«Noi cinque battistrada – precisa Tafi – abbiamo pedalato con decisione. Ogni fuggitivo si è impegnato al massimo per tenere elevato il ritmo. Abbiamo soprattutto badato a diventare imprendibili e poi quando si è capito che la vittoria era una partita tra di noi è iniziata la bagarre. Scinto è stato l’avversario più ostinato». Nella decisiva volata di 1200 metri sulla salita conclusiva Tafi dimostrò di essere il più forte vincendo davanti a Bertolini, Rebellin, Fincato e Scinto.
«Una gioia immensa per me. La mia vittoria del ’97 sta a dimostrare che quando ami una corsa e la desideri ardentemente nel palmares qualcosa di buono arriva». Il 25 settembre 1997 per il trionfatore della gara è anche nato il soprannome di “Gladiatore”: i suoi attacchi a sfinimento contribuirono a debilitare Bertolini e gli altri avversari in vista dello striscione.
Giro di Toscana (in programma appunto mercoledì 15 settembre) e Gran Premio di Peccioli Coppa Sabatini (16 settembre) compongono la challenge Memorial Alfredo Martini. Il grande timoniere del ciclismo italiano che di Peccioli era cittadino onorario e che per anni non ha mancato di essere presente a una corsa.
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