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Grillaia, la Belvedere: «La disponibilità c’è»

Grillaia, la Belvedere: «La disponibilità c’è»

L’azienda ribadisce che a oggi non è stata coinvolta: «Pronti a intervenire in stretto raccordo con le istituzioni»

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CHIANNI. Non è certo un passo indietro rispetto a quelli in avanti, e sono tanti, fatti nelle ultime settimane sul fronte della discarica della Grillaia. A Chianni i comitati di cittadini e le associazioni contrarie all’arrivo di 270.000 metri cubi di amianto, progetto approvato dalla giunta regionale oltre un anno fa, avevano lanciato, insieme al sindaco di Terricciola Mirko Bini, la proposta di un progetto alternativo all’eternit che coinvolgesse istituzioni pubbliche, proprietà (in questo momento divisa tra Gruppo Vergero e Nuova Servizi Ambiente) e Belvedere spa. Il soggetto in qualche modo invocato dalle amministrazioni locali, in particolare dai primi cittadini di Terricciola e Lajatico, per intavolare un piano di discussione alternativo a quello attuale. La possibilità che il progetto preveda un intervento di soli due anni e senza l’apporto di neppure un grammo di amianto, emersa ieri sul Tirreno, non viene smentita. Ma proprio Belvedere, l’azienda che gestisce la discarica pecciolese di Legoli, uno dei centri più importanti della Toscana e considerato su molti fronti esempio virtuoso di gestione, interviene per chiarire come sia la situazione allo stato dell’arte di questi giorni.

«In merito a quanto scritto due giorni fa in relazione al ruolo che Belvedere spa potrebbe avere nella messa in sicurezza e chiusura della discarica Grillaia di Chianni, precisiamo che, a oggi, non c’è ancora stato nessun coinvolgimento diretto della nostra azienda (e non poteva esserci) nell'elaborazione di un progetto alternativo – si legge in una nota dell’azienda pecciolese -. Resta ferma la disponibilità di Belvedere spa, resa pubblica i primi giorni del mese di agosto, a intervenire in stretto raccordo con le istituzioni e in totale e completo spirito di servizio». Come detto non un passo indietro, ma un chiarimento su chi dovrà avere un ruolo centrale in questa vicenda. Non l’azienda stessa, che si limiterà a mettere a disposizione la sua conoscenza e le sue professionalità, ma la politica.

Una politica che varia da quella locale a quella regionale, da mesi nell’occhio del ciclone per una vicenda che si trascina ormai da oltre vent’anni, quando la Provincia di Pisa sospese provvisoriamente i conferimenti. A tutti gli effetti, conferimenti mai ripresi. Ora, però, la discarica va riprofilata, non può restare esattamente nelle condizioni attuali. Ma se non si trova un’alternativa all’amianto, entro la fine del 2021 i camion di eternit, almeno quattro o cinque ogni giorno, attraverseranno la Valdera alla volta della discarica di Chianni. «Il nostro punto di riferimento per ogni possibile dialogo, dunque, saranno gli enti locali e i consiglieri regionali che rappresentano il territorio – precisa ancora la Belvedere nel suo comunicato -. Escludiamo un contatto diretto con la proprietà della Grillaia, contatti riservati agli enti pubblici e ai vari comitati e associazioni. Un progetto potrà esserci solo quando vi sarà richiesta diretta delle istituzioni pubbliche che si faranno anche garanti della sua realizzazione». In questa fase, dunque, il ruolo decisivo spetta alla politica. E anche nei comitati, fino a pochi mesi fa contrari su ogni linea all’apertura e fautori della linea dei “rifiuti zero”, potrebbero valutare di spingere, o quantomeno partecipare, a una discussione per un progetto più light che metta d’accordo davvero, e una volta per tutte, le varie parti in causa.

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