Il presidio
Spaccatura tra contrade, critiche alla “fuga in avanti” di Massarella e Querciola
Marco Sabia
fucecchio. Era prevedibile e infatti è accaduto. Non era praticamente mai successo che alcune delle contrade del Palio di Fucecchio compiessero una “fuga in avanti” per spiegare le proprie posizioni, in questo caso riguardanti la decisione di disputare il Palio il prossimo 26 settembre con tutta una serie di restrizioni su capienze ed eventi più o meno aperti al pubblico. Massarella e Querciola, nella giornata di mercoledì, hanno voluto rendere noto che – pur attenendosi alla decisione della maggioranza, cioè correre – la loro opinione riguardo a una settimana del Palio con restrizioni e limitazioni era fortemente contraria. Ventiquattro ore, cioè ieri, è arrivata la risposta dell’Associazione Palio e delle altre dieci contrade (Borgonovo, Botteghe, Cappiano, Ferruzza, Porta Bernarda, Porta Raimonda, Samo, San Pierino, Sant’Andrea e Torre). Una replica che contesta le ragioni di Querciola e Massarella, ma più che altro le modalità (cioè l’averlo detto pubblicamente): «Siamo rammaricati e basiti del comunicato congiunto di due contrade (non vengono fatti esplicitamente i nomi, ndr) in relazione alla propria posizione sullo svolgimento del Palio di Fucecchio del 26 settembre. Loro avevano espresso il loro parere contrario ma ci duole constatare che, nonostante sia stato condiviso un percorso per avallare le decisioni della maggioranza, le due consorelle abbiano preferito esternare il loro pensiero attraverso un comunicato successivo alle decisioni condivise e non durante l’incontro del 17 agosto nel quale tutti siamo stati chiamati ad esprimere le proprie posizioni».
Quindi, come detto, ai 10 presidenti e all’Associazione Palio presieduta da Nicolò Luca Cannella, non sono andate a genio le modalità. Storicamente, infatti, le contrade parlano attraverso comunicati congiunti dell’Associazione Palio; praticamente mai, invece, a titolo personale. È un modus operandi che esiste nel mondo del Palio (giusto o sbagliato che sia) e non solo a Fucecchio. Le contrade “lealiste” e l'Associazione Palio, comunque, vedono in quest’edizione seppur ridisegnata un segnale di rinascita: «Siamo noi consapevoli del ruolo importante che ricopriamo nei confronti dei nostri popoli, in particolar modo in questo momento storico nel quale la manifestazione si potrà svolgere solamente nel rispetto di tutte le normative vigenti concordate con le istituzioni preposte. Proprio nello stesso modo con cui sono state organizzate e si sono svolte manifestazioni importanti in talune frazioni e non solo. Come è stato condiviso in svariati incontri, è importante ripartire col Palio per dare linfa vitale a quella passione che esprimono i nostri popoli e premiare l’impegno di quello che c’è dietro e dentro le contrade. Noi presidenti ci impegneremo perché sia una festa di tutti».
C'è il rischio che a questo punto si crei una spaccatura fra i due fronti, sebbene uno dei due sia ben più numeroso (dieci contrade contro due). Questo non lavare i panni sporchi in casa (o in Buca, a questo punto) potrebbe lasciare degli strascichi e dei non detti, anche se è assolutamente lecito che due contrade (associazioni a tutti gli effetti, i cui presidenti sono i legali rappresentanti) prendano la parola per esprimere il proprio pensiero o per fornire chiarimenti su una situazione che in un modo o nell'altro le riguarda. Al netto di questa polemica, di sicuro tutte le contrade lavoreranno al massimo per vincere la quarantesima edizione della più sentita manifestazione cittadina.
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