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L’ex segretario Pd: «Il dovere? Costruire ponti, non erigere muri»

L’ex segretario Pd: «Il dovere? Costruire ponti, non erigere muri»

Fausto Bosco, segretario regionale dei Progressisti in Cammino, attacca la scelta della scuola aperta solo ai residenti nel comune 

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l’intervento

Dopo la coordinatrice del Pd provinciale Valeria Valente, sul caso della scuola di Crespina a cui ci si può iscrivere solo se residenti, come deciso dalla giunta del sindaco Thomas D’Addona, interviene anche Fausto Bosco, ex segretario del Pd di Crespina e coordinatore regionale dei Progressisti in Cammino: «Fa immensamente piacere constatare che la posizione del Pd provinciale sia la stessa. Non mi sono dimesso per nulla, spero ancora che si arrivi a un epilogo diverso e continuerò a lavorare per questo. Non possiamo accettare che siano i bambini a pagare il prezzo di questa spiacevole vicenda».

Secondo l’ex segretario del Pd di Crespina, «il provveditore asserisce che la concessione della terza sezione non è stata possibile solo perché il piano d’uso degli edifici scolastici deliberato dalla giunta è, secondo il suo sentire, vincolante e non lascia a spazio se non alle vie legali. Sempre il provveditore racconta che ha evitato ogni ricorso nell’ottica di una collaborazione fra istituzioni, nella speranza di far cambiare idea al sindaco Thomas D’addona attraverso le continue riunioni che si sono svolte tra loro nei mesi passati. Tutto questo evidenzia come la scuola avesse tutte le carte in regola sia a livello di spazi che a livello di didattica per accogliere i 16 bambini».

Bosco parla anche del progetto “Scuola senza zaino”, che prevede «per l’espletamento delle varie attività didatti l’utilizzo di spazi multidisciplinari condivisi, non le canoniche aule tradizionalmente intese. La nuova scuola media di Crespina è stata costruita tenendo conto di questa peculiarità e ha ottenuto un cospicuo finanziamento dalla Regione proprio per la bontà del progetto che lo stesso Comune nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa negli anni ha definito “improntata all’inclusione” e capace di ospitare fino a 200 bambini». Bosco, poi, ricorda quanto detto già in passato: «Un partito di centrosinistra deve avere nel suo dna un’idea di politica improntata all’inclusione, al pluralismo e all’accoglienza che si tratti di scuola o altro ambito sociale. Proprio in virtù di questi valori che ci differenziano da chi vuole porti chiusi, da chi erige muri, da chi esclude piuttosto che accogliere accanendosi contro “il diverso”, come Pd abbiamo il dovere etico e morale di lavorare per abbattere ogni barriera e costruire ponti». E ancora: «Gli ostacoli si superano con il dialogo, con l’ascolto, con la concertazione, con il confronto, con la partecipazione di tutta la cittadinanza che deve tornare ad essere un soggetto attivo e non passivo dei processi politici. La politica e le istituzioni devono lavorare affinché le scelte che sono chiamate a prendere siano il più possibile condivise e non subite dalla società civile».

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