Il presidio
«Contro il femminicidio un simbolo ed eventi speciali»
Volterra. Roberta Benini, Rossella Cambi e Massimo Fidi del gruppo consiliare “Per Volterra” intervengono sul femminicidio della scorsa settimana, quando Nicola Stefanini di Volterra ha accoltellato a morte la compagna, Silvia Manetti, 46 anni, nei pressi di Monterotondo Marittimo.
«La tragedia di Monterotondo ci ha lasciato sbigottiti e inermi, confermandoci ancora una volta, anche se non c’era bisogno, che non possiamo abbassare la guardia sul contrasto alla violenza, sulla lotta ferma verso i numerosi femminicidi che ogni anno si verificano in Italia. L’ultimo in ordine di tempo è accaduto vicino a noi, accendendo i riflettori su situazioni e segnali che molto spesso percepiamo come “normali” e ai quali non prestiamo quindi la giusta attenzione».
E aggiungono: «Non dobbiamo abbassare la guardia, e condannare fermamente questo tipo di azioni, questi crimini, attraverso l’educazione, la sensibilizzazione collettiva, la tutela. Troppo spesso ci abituiamo a condizioni incancrenite, credendo che la nostra parte di buona azione sia terminata mettendo un mi piace ad un post nella giornata contro la violenza sulle donne, o partecipando a qualche incontro pubblico. Crediamo invece che il compito delle istituzioni sia quello di provare ad educare e sensibilizzare alla cura della collettività. Abbiamo aspettato che passasse qualche giorno dalla tragedia perché credevamo che l’amministrazione ci contattasse per manifestare insieme un simbolo di vicinanza alla vittima, o meglio alle vittime, e per quanto accaduto. Non avendo ricevuto nessuna proposta vogliamo noi stessi chiedere la possibilità di poter mettere un piccolo simbolo all’interno del palazzo comunale, che serva, oltre che per manifestare cordoglio e vicinanza, anche per i cittadini e i turisti che vengono a visitare Volterra in questi giorni, come elemento di stimolo a pensare che tutto questo può riguardare tutti noi, in qualsiasi momento». E concludono: «Proporremo inoltre all’amministrazione di poter, attraverso la commissione per le pari opportunità, pensare e organizzare eventi specifici dedicati al tema, anche nello spirito di riflessione per questo dramma umano. Non possiamo girarci dall’altra parte e fare finta che tutto questo sia diventato parte della normalità di un’estate che nella mente di molti lascerà un segno profondo, un segno che non ha colpito solo la famiglia di Silvia, ma tutti noi».© RIPRODUZIONE RISERVATA
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