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Matteo, giovane volontario alla sua prima uscita sul campo

T.S.
Matteo, giovane volontario alla sua prima uscita sul campo

Studente di farmacia, si è unito alla sezione di Ponsacco un anno e mezzo fa grazie a due amici 

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VICOPISANO. «Domattina alle sei darai il cambio agli altri. Fatti trovare pronto». Una telefonata di pochi secondi.

E una notte - quella di sabato - passata a cercare di chiudere gli occhi nonostante un mix di adrenalina, preoccupazione e voglia di scendere in campo.

Matteo Nanni, di Forcoli, nel comune di Palaia, ha 21 anni e da circa 18 mesi è iscritto alla sezione di Ponsacco della Vab (Vigilanza antincendi boschivi, nda). Da soltanto due mesi, però, è a tutti gli effetti un volontario antincendio.

E quella sul Monte Pisano è stata la sua prima missione. «Avevo dato la disponibilità per il fine settimana. Sabato pomeriggio ho visto che sopra Vicopisano erano partite le fiamme. Allora - racconta Matteo, studente alla facoltà universitaria di farmacia - ho subito contattato il responsabile della Vab di Ponsacco, dicendogli che ero pronto a partire. Mi è stato assegnato il turno di domenica all’alba».

Quando Matteo è arrivato nel luogo dell’incendio non ha trovato alte lingue di fuoco - «quelle sono state annientate in nottata dal grande lavoro di vigili del fuoco e volontari, sia con gli elicotteri che da terra», spiega il giovane volontario -, ma uno scenario di totale distruzione. Il bilancio finale è di 32 ettari andati in fumo.

«Mi sono occupato sopratutto di bonifica - continua - e quindi di gettare acqua sui ceppi degli alberi che ancora rappresentavano una minaccia per un’eventuale ripresa dell’incendio. Il mio compito, e quello degli altri componenti della mia squadra, era quello di verificare che il fuoco non riattaccasse. Togliere ogni possibile opportunità di ripresa dell’evento». Matteo si è avvicinato al mondo Vab quasi per caso, grazie a due amici, in un pomeriggio di due anni fa. «Erano venuti a giocare a casa mia - ricorda - e si presentarono con due borsoni. Mi dissero che erano reperibili, e che in caso di incendio sarebbero dovuti partire immediatamente. Mi mostrarono il loro equipaggiamento e rimasi affascinato. Da lì ho deciso di iscrivermi anche io». Prima la parte di protezione civile, poi il corso antincendio e la qualifica che gli permette di dare una mano quando le fiamme rischiano di diventare un problema serio. «Ogni volta che vedo il fuoco che distrugge la natura, a me si stringe lo stomaco. Sono fiero della scelta che ho fatto - conclude Matteo - e spero che altri giovani si avvicinino a questo mondo».

T.S.

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