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Giorni di Ferragosto da tutto esaurito in alberghi e ristoranti

Giorni di Ferragosto da tutto esaurito in alberghi e ristoranti

Nuovo boom di turisti in città dopo quello del 2020 L’assessora Luti: «Gli stranieri superano i dati pre Covid»

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VOLTERRA. È un Ferragosto da tutto esaurito quello a cui stanno assistendo i cittadini e gli esercenti di Volterra. Alberghi pieni almeno fino al 20 agosto, ristoranti che applicano addirittura il quarto turno e molti che sono costretti a dire di no a chi si presenta per un pasto last minute. Dopo il boom del 2020 ci sono elementi di valutazione che superano i dati pre Covid.

Come la presenza di stranieri, per esempio. «Incrociando le prenotazioni degli alberghi, quelli dei parcheggi e gli ingressi nei musei – dice l’assessora al turismo Viola Luti – vediamo che stiamo vivendo un agosto diverso anche rispetto al periodo antecedente la pandemia. Di solito in questo mese le presenze maggiori erano quelle degli italiani. Invece, in questo 2021 assistiamo ad arrivi in massa di stranieri che superano quelli dei nostri connazionali. Credo che un contesto simile sia il frutto evidente di una sinergia tra operatori del settore, addetti all’ufficio turistico, amministrazione comunale ed enti promotori. Penso, per esempio, al traino col Nord Europa che stiamo avendo al brand Terre di Pisa della Camera di Commercio, una delle prime scelte della giunta del sindaco Giacomo Santi».

Molte le polemiche dopo quella decisione da parte dell’opposizione che reputava superflua un’adesione diretta del Comune al sistema di promozione dell’ambito turistico della provincia pisana, dopo che Volterra, con la precedente amministrazione aveva optato per l’ambito turistico legato al Senese.

Ma secondo Luti, una parte del merito di questo agosto da tutto esaurito va anche all’ufficio turistico del Consorzio turistico Volterra Valdicecina, diretto da Claudia Bolognesi: «Stanno lavorando molto bene su vari fronti, dall’accoglienza dei turisti alle proposte fatte per far conoscere le bellezze della città e le risorse del territorio».

Però, senza operatori sarebbe tutto più difficile: «Sono stati bravissimi a non avere remore dopo la riapertura. Appena hanno avuto l’occasione, ristoratori, albergatori ed esercenti in genere si sono fatti trovare pronti con un livello di accoglienza eccezionale. Non solo molte le città d’arte delle nostre dimensioni con tutti gli esercizi commerciali aperti».

E non va dimenticato il biglietto unico a 7 euro per sette giorni: «Ha avuto un ruolo fondamentale, perché dà la possibilità ai visitatori di spendere poco e di avere un servizio di alto livello dal punto di vista culturale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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