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Peccioli Alta Valdera
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Morto a 72 anni Piero Ciardelli, l’innovatore della fotografia

Andreas Quirici
Morto a 72 anni Piero Ciardelli, l’innovatore della fotografia

Era il punto di riferimento di Capannoli e per un periodo aveva avuto un negozio anche a Pontedera

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CAPANNOLI. Era un precursore. Mai fermo su ciò che faceva, per niente rassegnato a essere un fotografo tradizionale. E poi era una delle anime di Capannoli, nei tempi in cui non esistevano telefonini con cui immortalare ogni attimo. Per farsi fare una foto decente o per stamparla, nel paese dell’Alta Valdera dovevi andare da Piero Ciardelli. Ecco perché la sua morte all’età di 72 anni ha colpito il cuore di tante persone.

Quelli in cui è stato protagonista erano gli anni della grande crescita del settore. L’evoluzione tecnologica portava spesso a vedere imprenditori aumentare la propria mole di lavoro e riuscire a far fronte a tutti gli impegni. Ciardelli era il fotografo storico di Capannoli, ma per un periodo ha avviato anche un negozio a Pontedera, in via Saffi. Il 72enne è stato tra i primi a stampare le foto a colori in poco tempo. Gran parte del suo lavoro passava dai matrimoni. Ma anche in questo caso, Ciardelli ha saputo innovare. «È stato il primo in questa zona a proporre alle coppie il cosiddetto album libro – racconta il collega Mario Cioni – in pratica le fotografie della cerimonia e della messa stampate direttamente sulle pagine e non incollate. Una soluzione che in centri più grandi, come Pontedera, all’epoca era stata recepita più velocemente. Ma Piero era riuscito a introdurla tra i fotografi dell’Alta Valdera per primo».

Cioni è scosso dalla notizia della morte del collega, ma soprattutto amico. Era a conoscenza del fatto che Ciardelli stava lottando da circa due anni contro una tremenda malattia che lui cercava di combattere con le armi che aveva sempre usato per guardare avanti, la famiglia e il lavoro. La moglie Manola Busdraghi e le figlie Michela ed Elisa, quest’ultima impegnata a lavorare nel negozio di fotografia di famiglia. Persone a lui vicino che gli sono rimaste al fianco fino all’ultimo, circondandolo di affetto prima del più triste epilogo. L’imprenditore, infatti, è morto ieri mattina nel centro di terapia del dolore dov’era stato ricoverato da alcuni giorni, quando non restava altro che non farlo più soffrire.

Ma nonostante la situazione estremamente difficile, Piero ha continuato ad andare in negozio fino a poco tempo fa. Non voleva mollare, come aveva sempre fatto nel suo lavoro. «È stato il primo a usare i droni da noi – riprende Cioni –. Eravamo concorrenti, ma anche amici. Avevo il negozio a Santo Pietro Belvedere ed era inevitabile confrontarci e scambiarci impressioni sul lavoro. Ricordo che è stato il primo in questa zona a credere nel digitale e a buttarsi a capofitto nella rivoluzione della fotografia. Io ero più tradizionale e sono arrivato dopo. Ma solo grazie a lui che mi ha introdotto in questa nuova era del nostro lavoro».

Anche la sindaca di Capannoli Arianna Cecchini ha voluto partecipare al lutto dei familiari e degli amici, porgendo le più sentite condoglianze a nome dell’amministrazione comunale.

La salma è stata composta nella cappellina mortuaria della Pubblica assistenza di Capannoli, il funerale sarà celebrato oggi alle 17 nell’abbazia di San Bartolomeo dello stesso paese.

 

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