Il Tirreno

Pontedera

giungla legale e burocratica 

Risarciti con 20mila euro dopo una caduta di 8 anni fa

Marco Sabia
Risarciti con 20mila euro dopo una caduta di 8 anni fa

I fatti risalgono al 2013 in un ambulatorio comunale gestito dall’Asl Solo di recente si è arrivati all’accordo con gli eredi della donna rimasta ferita

3 MINUTI DI LETTURA





Marco Sabia

SANTA CROCE. Alla fine il contenzioso si è concluso con una transazione da 20mila euro agli eredi di una signora caduta nel 2013 sulle scale di un ambulatorio medico in via delle Pinete, nel centro di Staffoli, frazione di Santa Croce. La donna – attraverso i suoi legali – ha così citato in giudizio sia il Comune che l’Asl, sostenendo che in questo proprietari (l’ente comunale) e gestori (l’Asl), dovessero pagare un risarcimento danni in base all’articolo 2051 del codice civile che stabilisce che “ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito” e in base al 2043, che impone a chi commette un fatto – doloso o colposo – che causi un danno, a risarcire il danneggiato.

Gli avvocati della donna caduta hanno presentato un conto di 70mila euro per i danni subiti, ma né l’Asl né il Comune hanno all’inizio ritenuto di pagare quella cifra. Iniziato il processo al tribunale di Pisa, la donna è nel frattempo venuta a mancare e così nel giudizio sono subentrati i suoi eredi.

Il consulente nominato dal tribunale ha poi quantificato le lesioni: 30 giorni di inabilità temporanea assoluta, seguiti da 45 di inabilità parziale al 50 per cento e ulteriori 45 di inabilità al 25 per cento, a cui aggiungere un danno biologico del 12 per cento e altre spese mediche. Esaminate anche le testimonianze, lo stesso consulente tecnico d’ufficio ha consigliato di valutare la via transattiva; di fatto – dietro il pagamento di una somma in denaro – il giudizio viene interrotto da tutte le parti in causa. Una soluzione stragiudiziale, così spiegata nei documenti all’albo del Comune di Santa Croce: «Gli eredi della signora, il Comune e l’Asl, dopo una serie di discussioni, hanno ritenuto di pervenire ad una soluzione stragiudiziale (cioè senza passare da una sentenza ndc), senza riconoscimento alcuno di responsabilità e senza che ciò determini alcun rispettivo riconoscimento da parte dell’Asl Toscana Centro e del Comune in ordine alla titolarità e possesso, gestione, custodia dell’immobile che si trova in via delle Pinete».

Di conseguenza: 13.911 euro di danni patrimoniali e non patrimoniali per spese mediche, altri 6.420 per le spese legali e 732 per le spese del consulente tecnico di parte. Totale 21.063 euro, da pagare a metà fra Asl e Comune; per quanto riguarda l’ente comunale, l’esborso non sarà del 50 per cento – cioè 10.531 euro – perché l’amministrazione pagherà solo la franchigia presente nella polizza assicurativa per la responsabilità verso terzi.

Gli eredi, accettando la transazione, liberano l’Asl e l’ente da qualsiasi altra obbligazione nei loro confronti. La causa così non avrà più nessuno sviluppo in tribunale.

Rispetto ai 70mila euro iniziali, l’ammontare dei danni è diventata meno di un terzo. Nella determinazione in cui viene approvato l’accordo transattivo, non sono specificati i danni riportati. E come spesso accade passano molti anni per arrivare ad una soluzione della vicenda; in questo caso otto, anche se il procedimento è iniziato due anni dopo, nel 2015.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web