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il caso di crespina 

Iscrizioni a scuola, famiglie senza spiragli

Iscrizioni a scuola, famiglie senza spiragli

Genitori dal provveditore sulle medie solo per residenti «L’unica soluzione è sperare nel ricorso al Tar»

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CRESPINA LORENZANA. Nessuno spiraglio dall’ufficio del provveditorato di Pisa per i genitori che stanno cercando di iscrivere i loro figli al primo anno della scuola media di Crespina, malgrado non siano residenti del comune di Crespina Lorenzana.

Ieri l’incontro tra il provveditore agli studi dell’ufficio scolastico provinciale di Pisa, Fabio Pagliazzi, e una rappresentanza del comitato Scuola senza confini che si è svolto in un clima trasparente e franco in cui le parti hanno parlato per circa due ore. «Il provveditore, da parte sua, ha ribadito che la concessione della terza sezione non è stata possibile solo perché il piano d’uso degli edifici scolastici deliberato dalla giunta è, secondo il suo parere, vincolante e non lascia a spazio se non alle vie legali – dicono i genitori – Vie legali che il provveditore e la scuola non hanno intrapreso, ha spiegato, fondamentalmente per due motivi. Da una parte la speranza di far cambiare idea al sindaco Thomas D’addona attraverso le continue riunioni che si sono svolte tra loro nei mesi passati volte ad evidenziare come la scuola avesse tutte le carte in regola sia a livello di spazi che a livello di didattica per accogliere questi 16 bambini. Dall’altra la convinzione che tra due ricorsi, quello eventuale dei genitori e quello sicuro e più volte minacciato dal sindaco, quello dei genitori sarebbe stato meno costoso e impattante sull’organizzazione interna del provveditorato di Pisa».

Alle famiglie, quindi, non resta che sperare nell’udienza al Tar fissata per gennaio in cui sarà discusso il loro ricorso contro “lo sbarramento” della giunta comunale. Ma a gennaio, anche in caso di sentenza favorevole e ammesso che arrivi per quel periodo, le lezioni saranno ovviamente già cominciate e sarà difficile poi fare marcia indietro per far cambiare scuola ai figli.

«La storia si ripete – aggiungono le famiglie che fanno parte del comitato Scuola senza confini – il provveditore, così come molti altri prima di lui, dichiara di aver fatto di tutto per far cambiare opinione al sindaco e, non essendoci riuscito, di non poter far niente per redimere la questione e bloccare questa ingiustizia. Le istituzioni si riuniscono a parlare intorno al tavolo e lasciano ai cittadini l’onere delle vie legali, l’onere di bloccare le palesi ingiustizie insite in questa triste vicenda.

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