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Il caso

Iscrizioni alle medie di Crespina, presidio dei genitori

Iscrizioni alle medie di Crespina, presidio dei genitori

In ballo le iscrizioni per chi non abita nel comune. Famiglie davanti al provveditorato e seconda udienza al Tar

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CRESPINA LORENZANA. Un presidio davanti al provveditorato a Pisa per ottenere un incontro che risolva il problema delle iscrizioni alla scuola media di Crespina riservate ad alunni residenti nel comune di Crespina Lorenzana. La protesta sarà fatta dai genitori dei bambini che abitano fuori dal territorio comunale e che vorrebbero comunque frequentare la prima medie nel nuovo edificio scolastico inaugurato da pochi mesi.

«La scelta antidemocratica portata avanti dalla giunta di Crespina Lorenzana è talmente discriminatoria e illegittima che pensavamo bastasse evidenziarla perché le istituzioni preposte ponessero rimedio – dicono i genitori – pare invece che, nel 2021 in Toscana, nessun organo istituzionale e nessun organo politico sia preposto o in grado di fermare un abuso perpetrato da un’amministrazione comunale pur riconoscendone la scelleratezza. Sebbene tutte le realtà coinvolte diano ragione al comitato Scuola senza confini e prendano formalmente le distanze dalla politica discriminatoria del sindaco Thomas D’Addona, nessuno risolve tutelando i bambini e l’istituzione scolastica».

Secondo le famiglie, «anche la sentenza del Tar che ha rigettato tutti i 26 punti avanzati dall’avvocato del Comune non ha tutelato i bambini con una sospensiva dei provvedimenti e ha fissato per gennaio 2022 la prossima udienza. Gli avvocati del comitato sono soddisfatti, perché per loro è il preludio della vittoria legale e il sindaco è contento perché, nonostante il Tar abbia evidenziato le ragioni del ricorso, i bimbi non entreranno nella “sua” scuola, le spese del procedimento non usciranno dalle sue proprie tasche ma da quelle della collettività e la questione verrà archiviata come un vizio di forma».

Dal comitato dicono di non capacitarsi «che il sistema non riesca a risolvere piccole questioni ordinarie e le trascini sperando si esauriscano». Poi la domanda fatidica: «Ai bambini chi ci pensa? Non la dirigente scolastica, non il provveditore, non la Regione, non il prefetto, non il garante dell’infanzia, non il Partito democratico, non il Tar, non la presidente della conferenza educativa. A parte noi genitori nessuno».

E ancora: «Convinti che le istituzioni democratiche abbiano valore e competenze, consapevoli che i diritti vadano tutelati, determinati a dimostrare ai nostri figli che le ingiustizie vanno contrastate, certi che la nostra battaglia locale di legalità abbia una ricaduta globale, presiederemo gli uffici del provveditorato provinciale di Pisa fino a che non otterremo un incontro con il provveditore».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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