Italia
Vitesco, caso interinali: «Sì alla ricollocazione ma restino agganciati»
Presa di posizione della Rsu per i 139 operai in staff leasing. «Vengano richiamati in caso di aumento della produzione»
FAUGLIA. Ok alla ricollocazione volontaria. Ma a patto che i lavoratori restino “agganciati” a Vitesco. È questa la posizione assunta dai delegati della Rsu delle sedi di Fauglia e San Piero a Grado della multinazionale dove si producono iniettori per motori a scoppio.
In ballo c’è il futuro di 139 lavoratori assunti a tempo indeterminato con il contratto di staff leasing, cioè dipendenti della società di lavoro interinale Manpower ma in servizio, appunto, alla Vitesco. Questi interinali sono stati dichiarati esuberi dalla multinazionale che intende farli uscire dagli stabilimenti del Pisano. La trattativa tra Rsu e dirigenza sta andando avanti da tempo, ma ora c’è l’impressione di essere arrivati alle porte coi sassi. L’azienda ha detto, in un recente incontro, che ha intenzione di interrompere il contratto con Manpower il 31 ottobre. Dovrà a breve rispondere alla richiesta dei sindacati di arrivare almeno al 31 dicembre.
Ma resta il fatto che la considerazione di esuberi per i 139 interinali resta. A questo punto, la Rsu ha detto sì alla possibilità di uscire dalla fabbrica per una ricollocazione tramite Manpower nel mondo del lavoro. Ma, in caso di aumento della produzione in Vitesco, dovranno essere richiamati i 139 interinali in ballo durante questa trattativa.
Ecco spiegato il termine “agganciati”.
La prospettiva della multinazionale, infatti, è di vedere aumentare le commesse, una volta che sarà terminata la crisi dei semiconduttori. Questa vicenda è legata alla scarsa reperibilità sui mercati internazionali di materie prime per tantissimi settori dell’economia. Uno dei comparti maggiormente colpiti da questa situazione è quello delle auto con le case più importanti che stanno fermando le linee produttive o effettuando internamente lavorazioni che, fino a pochi mesi fa, assegnavano a ditte esterne. Come nel caso della Vitesco per i semiconduttori. Che, tra l’altro, rappresentano un componente che andrà presto in cantina, considerata la corsa al motore elettrico imposto dai governi per la cosiddetta transizione ecologica.
Per i prossimi due anni, comunque, il lavoro in Vitesco dovrebbe ripartire. Ecco perché i sindacati spingono affinché i 139 in staff leasing possano accettare proposte alternative alle fabbriche di Fauglia e San Piero a Grado, ma possano essere richiamati in caso di un aumento dei livelli produttivi. —
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