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I sindaci: «Va rivista la norma sulle coltivazioni geotermiche»
POMARANCE. «Il rinnovo delle concessioni è un evento epocale per la geotermia toscana». È uno dei passaggi più significativi del discorso della sindaca di Pomarance Ilaria Bacci durante l’incontro pubblico al teatro De Larderel a Larderello sul futuro del “vapore”. Un appuntamento per fare il punto sulle ultime novità provenienti dalla Regione soprattutto in tema di rinnovo delle concessioni minerarie per la coltivazione della geotermia in Toscana, in scadenza al 2024.
Oltre a Bacci, presenti i suoi colleghi Alberto Ferrini (Castelnuovo Valdicecina), Giacomo Termine (Monterotondo Marittimo), Francesco Guarguaglini (Radicondoli), Francesco Govi (Monteverdi Marittimo), Nicola Verruzzi (Montieri) e Luciana Bartaletti (Chiusdino).
«Dal rinnovo delle concessioni – ha aggiunto la sindaca di Pomarance – dipende il futuro della geotermia e dei territori legati a questa preziosa risorsa. È una partita fondamentale che stiamo portando avanti unitariamente come sindaci geotermici e da giocare anche insieme alle nostre comunità. La Regione Toscana si è finalmente messa in ascolto delle istanze di noi sindaci per sostenere una strategia che valorizzi le potenzialità di questa risorsa come strumento essenziale per consentire la transizione energetica della Toscana, ma la partita è ancora all’inizio e dovrà spostarsi a breve sui tavoli del governo centrale».
L’obiettivo dei sindaci per prorogare le concessioni e chiedere una deroga, è ottenere una revisione complessiva della norma sulle coltivazioni geotermiche, attestando che la geotermia è una fonte di energia rinnovabile – in grado di garantire il 2 per cento dell’energia elettrica a livello nazionale ed oltre il 30 per cento del fabbisogno energetico regionale – che ha anche delle peculiarità e degli elementi distintivi che la rendono unica e quindi necessita di conoscenze tecnico-scientifiche, dotazioni strumentali ed esperienza che devono essere attentamente considerati.
«Nessun tentativo di percorrere scorciatoie, quindi – sottolineano i sindaci dei territorio della geotermia tradizionale presenti all’incontro del teatro De Larderel – ma la consapevolezza che senza la necessaria competenza ed esperienza la coltivazione geotermia non solo rischia di non essere produttiva e volano per un indotto che è essenziale per i territori ma potrebbe anche avere ripercussioni negative a livello ambientale e geologico. I sindaci tutti uniti saranno al fianco della Regione in questo passaggio delicato e hanno richiamato altrettanta convergenza nella cittadinanza che sarà invitata a partecipare a nuove iniziative». —
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