Il presidio
Chianni, la Lega ribadisce: la Grillaia deve essere chiusa
Il caso della mozione decaduta: «Solo problema procedurale ne abbiamo già ripresentata», sottolinea Elena Meini
CHIANNI. Sulla discarica della Grillaia, puntualizza una nota della consigliera regionale Elena Meini, «La Lega non ha fatto decadere nessuna mozione. Al contrario, ha lavorato e continua a lavorare per la revoca della delibera 629/2020 “Messa in sicurezza definitiva e ripristino ambientale mediante recupero volumetrico della discarica La Grillaia, sita nel comune di Chianni (PI)” approvata dalla Giunta Pd».
Elena Meini ricorda di essere da sempre «in prima fila, per la chiusura definitiva della discarica La Grillaia senza che vi siano nuovi conferimenti», e proprio ieri, aggiunge, ha presentato una nuova mozione per la revoca della delibera.
In merito a quanto pubblicato sul Tirreno di ieri, la Lega ricostruisce e sostiene che la decadenza della precedente mozione era legata a un problema procedurale. Spiega quindi tutto l’iter.
L’Ampliamento
«La Giunta regionale a guida Pd – ricorda la Lega – ha autorizzato l’ampliamento della discarica, facendo una scelta politica, si veda la LR 10/2010 che all'art. 73bis comma 5 specifica che “Nel caso di procedimenti di competenza regionale, la Giunta regionale, nell’esercizio della propria discrezionalità politica e amministrativa, si esprime in ordine alla compatibilità ambientale del progetto e adotta contestualmente la determinazione motivata di conclusione della conferenza di servizi”». E ancora: «In merito alla mozione n. 11: il 25 novembre scorso i sottoscrittori (Gruppo Lega) della Mozione hanno inviato una specifica nota al Presidente del Consiglio regionale al fine di portare la discussione della mozione in Consiglio regionale, facendo quindi una eccezione, vista l’importanza dei contenuti dell’atto di indirizzo, all’articolo 175 comma 3 del Regolamento interno del Consiglio che prevede: “Le mozioni di contenuto strettamente locale sono assegnate dal Presidente del Consiglio regionale alle commissioni per l’esame e approvazione”. Il Presidente del Consiglio regionale, con lettera del 30 novembre, ha evidenziato l’impossibilità di una discussione in Consiglio della Mozione n. 11 constatato il carattere locale della stessa. Dopo la illustrazione in IV Commissione della Mozione, vista la complessità di una eventuale procedura di revoca dell’autorizzazione rilasciata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 629/2020, in data 9 giugno è stata convocata una specifica seduta di commissione, con la partecipazione dell’Assessore regionale competente, dei Sindaci interessati direttamente o indirettamente alla riapertura della discarica e dei Consiglieri regionali eletti nel collegio di Pisa, per capire quali iniziative sarebbero potute essere assunte per raggiungere l’obiettivo politico della chiusura definitiva dell’impianto senza nuovi conferimenti. I tempi del confronto istituzionale, non trovando una soluzione politica, hanno comportato la decadenza della mozione n. 11, così come prevede l’articolo 182 del regolamento interno al Consiglio regionale».
Piano Regionale
Si ricorda inoltre che «Nel mese di luglio il Consiglio regionale ha approvato la Mozione 0390, promossa dalla Lega – “In merito alla necessità di un nuovo Piano regionale sull'amianto – che, oltre a citare il caso della discarica La Grillaia e di Cava Fornace, prevede, in termini di impegni per la Giunta: a procedere tempestivamente nella prosecuzione dell’iter di presentazione in Consiglio regionale del piano regionale per la tutela dall’amianto, in attuazione della l.r. 51/2013, prevedendo i necessari finanziamenti; a verificare la possibilità di realizzazione di uno specifico progetto, ispirato all’economia circolare ed allo studio del Cnr-Iia, finalizzato a qualificare e caratterizzare sia il prossimo piano regionale sull’amianto, sia il prossimo piano regionale di gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati».
La nuova mozione
E quindi, «Il gruppo Lega ha presentato una nuova mozione, alla luce anche dei ricorsi promossi dai comitati e da alcuni cittadini, sostenuti finanziariamente anche dal Consigliere Meini, tenendo di conto sia degli indirizzi provenienti dall’Unione Europea sia, soprattutto, alla luce di numerose criticità tecniche amministrative che qualificano in senso negativo la delibera autorizzatoria. La mozione impegna la Giunta alla revoca della deliberazione 629 prima che la stessa, così come auspichiamo o crediamo, sia annullata dal Tar della Toscana», conclude Elena Meini. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

