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Vitesco, si complica la trattativa per i 139 interinali definiti esuberi

Andreas Quirici
Vitesco, si complica la trattativa per i 139 interinali definiti esuberi

Distanza tra sindacati e dirigenza sulle date di fine rapporto L’azienda indica il 30 ottobre, Fiom e Fim il 31 dicembre

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Andreas Quirici

FAUGLIA. Si complica la situazione per i 139 operai assunti a tempo determinato dalla società di lavoro interinale Manpower e in servizio negli stabilimenti di Fauglia e San Piero a Grado della multinazionale Vitesco, azienda che produce iniettori per motori a scoppio. Nell’incontro tra sindacati e dirigenza di ieri, sono emerse difficoltà per giungere a un compromesso che possa gestire l’aspetto sociale di una vicenda in cui i lavoratori assunti con contratto di staff leasing sono considerati esuberi.

Da un lato l’azienda che vorrebbe sospendere il contratto con Manpower il 30 ottobre, facendo uscire gli interinali dai due stabilimenti pisani in quella data. Dall’altra i rappresentanti dei lavoratori che chiedono di prolungare, invece, l’attuale utilizzo della cassa integrazione per tutti (interinali compresi) almeno fino al 31 dicembre se non all’inizio del 2022, quando dovrebbe finire la carenza di commesse da parte delle case automobilistiche che condiziona la crisi occupazionale di questa fase alla Vitesco.

I delegati della Rsu in quota Fiom e Fim, oltre ai delegati degli interinali appartenenti alle sigle di Cgil e Cisl hanno ritenuto inaccettabile la data del 30 ottobre come termine per la cessazione del rapporto con Manpower e, quindi, la fine del lavoro all’interno di Vitesco degli interinali. La richiesta è stata, appunto, quella di prolungare almeno fino al 31 dicembre con la speranza di poter ottenere un ulteriore proroga che consenta di guadagnare tempo.

La dirigenza ha risposto dicendo che servirà un passaggio coi piani alti della multinazionale per accordare questo posticipo della disdetta contrattuale nei confronti della società di lavoro interinale.

Attesa, quindi, per gli sviluppi di una vicenda che è emblematica di un settore, quello della produzione di componenti per auto, in cui l’irruzione dei motori elettrici sta scompaginando i piani. Producendo crisi sociali come quella che potrebbe verificarsi tra i 139 lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato da Manpower. Operai con una bassa età media che, in caso di riconversione delle fabbriche ai motori elettrici tornerebbero molto utili alla produzione dei nuovi dispositivi. Ma che, in questa situazione, vedono il loro futuro sempre più compromesso.

E lo scenario che si intravede rispetto ai rapporti tra sindacati e azienda potrebbero non essere idilliaci, perché nella riunione della Rsu prevista nei prossimi giorni si dovrà parlare se accettare o meno l’idea che i 139 interinali siano forzatamente destinati a uscire dalle fabbriche di Vitesco. E se non ci saranno aperture in questo senso dalla dirigenza, la rottura delle trattative sarà inevitabile. —

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