Premio alla Stella Maris, rabbia dei genitori di un disabile
SAN MINIATO. La Regione consegna il Gonfalone d’argento alla Stella Maris facendo andare su tutte le furie Sondra Cerrai e Andrea Giordani, genitori di un disabile coinvolto nel processo per maltrattamenti agli ospiti della sede di Montalto a Fauglia.
«Abbiamo appreso, con dolore, che la Regione Toscana ha deciso di conferire il Gonfalone d’argento, la massima onorificenza del consiglio regionale, alla Fondazione Stella Maris per i suoi alti meriti e il suo ruolo sul territorio – dicono Cerrai e Giordani – Questa onorificenza sembra ignorare che ci sono due procedimenti giudiziari che vedono implicata la Stella Maris, il primo, quello relativo ai maltrattamenti a danno dei disabili nella struttura di Montalto di Fauglia si presenta come il più grande processo sulla disabilità in Italia e la scorsa settimana abbiamo visto passare sullo schermo i video dei maltrattamenti».
La domanda non campata in aria: «Poteva non sapere tutto questo il consiglio regionale della Toscana? – aggiungono i genitori – Stupisce la dichiarazione fatta dal presidente del consiglio regionale, Antonio Mazzeo, che ha annunciato la sua presenza alla Stella Maris. Come genitori di un ragazzo maltrattato (e poi morto) ci chiediamo, cari politici ma questo obbligo di vigilanza e di controllo su una struttura con cui intercorrono fiumi di finanziamenti, perché non l’avete ottemperato fino a oggi? Era un vostro preciso dovere».
Secondo i genitori, la Regione avrebbe dovuto «controllare e costituirsi parte civile, come i genitori chiedevano. Sarebbe stato opportuno, peraltro, chiedere un gesto etico, da parte delle istituzioni pubbliche, alla fondazione Stella Maris, far dimettere anche solo in via precauzionale il direttore generale della Fondazione che è stato condannato a due anni e otto mesi con rito abbreviato».
E ancora: «È una vergogna nei riguardi dei ragazzi picchiati, delle famiglie e delle associazioni che si sono costituite parte civile».
Tra l’altro, dicono ancora Sandra Cerrai e Andrea Giordani, «leggendo il regolamento relativo al conferimento del Gonfalone d’argento, appare evidente che esso riguardi le “persone fisiche” non certo le fondazioni. Non sappiamo quanto possono aver “recato lustro alla comunità toscana” le verità giudiziarie che stanno emergendo, nei due procedimenti penali in atto con ricadute di natura nazionale, direi, anzi, che con questa scelta siamo al paradosso». —
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