Il Tirreno

Pontedera

economia e occupazione 

Precari in Piaggio, si tratta sul numero delle assunzioni

Andreas Quirici

Domani incontro tra azienda e sindacati per la sostituzione degli operai prepensionati e la deroga al decreto Dignità

3 MINUTI DI LETTURA





Andreas Quirici

PONTEDERA. La Piaggio ha bisogno di garantirsi un bacino di operai per i picchi produttivi dei prossimi due anni. I sindacati vogliono stabilizzare il maggior numero di contratti a termine. Due strade che stanno per incontrarsi in un accordo per la stabilizzazione dei precari e in una deroga al decreto Dignità. Domani dirigenti dell’azienda di Pontedera e i rappresentanti dei lavoratori torneranno a incontrarsi dopo la riunione dei giorni scorsi in cui sono stati fatti passi avanti su un tema che condizionerà i prossimi anni di attività della fabbrica della Vespa.

L’azienda ha chiesto ai sindacati di accettare la deroga al decreto Dignità che obbliga ad assumere a tempo indeterminato dopo quattro rinnovi di contratti a termine. Su questo punto c’è un’intesa di massima, eccetto la Fiom Cgil che, a livello nazionale, è contraria a derogare leggi dello Stato, ritenendo che debba essere il parlamento a modificare la legge creata dal governo formato da Lega e Movimento 5 Stelle.

Ma la “moneta di scambio” è rappresentata dalla stabilizzazione dei precari. Dal confronto si stanno delineando due strade parallele per far ottenere il posto fisso ai cosiddetti “contrattisti”.

La prima è il turn over tra chi va in prepensionamento e chi lo deve sostituire. Un meccanismo che sta andando avanti in Piaggio da tempo e che, finora, ha visto trasformare contratti part-time verticali (Ptv) in contratti a tempo pieno secondo percentuali stabilite da Piaggio e sindacati rispetto al numero dei lavoratori giunti a fine carriera. Finita l’era dei Ptv, sono i contrattisti ad aspirare al contratto a tempo indeterminato. E l’intesa tra le parti per proseguire con la sostituzione dei prepensionati è sostanzialmente raggiunta, Manca di capire con quale percentuale sarà messo in pratica il turn over.

La seconda strada su cui si sta discutendo, ma anche in questo caso sindacati e azienda sarebbero già sostanzialmente d’accordo, è rappresentata da una quota (da stabilire) di contrattisti a cui spetterà il posto fisso dopo il periodo di lavoro a termine all’interno di Piaggio. Una parte dei precari, quindi, assunta e il resto richiamata l’anno successivo.

Ma un nodo da sciogliere è quello di stabilire i criteri con cui scegliere i contrattisti da assumere. Secondo il segretari provinciale della Uilm Uil, Samuele Nacci, «uno dei criteri deve essere l’anzianità di servizio, un altro la professionalità. Ma si dovrà trattare di elementi tangibili che non lascino spazio all’interpretazione e al giudizio dei singoli responsabili di reparti». Per Alessandro Vella, segretario provinciale di Fim Cisl, «l’anzianità è un elemento da tenere in conto, ma soprattutto la professionalità e la polivalenza dovranno rappresentare un criterio fondamentale per le assunzioni dei contrattisti».

Il buon andamento di Piaggio e le prospettive annunciate dal presidente del Gruppo Roberto Colaninno hanno dato il “la” a una trattativa auspicata da tutti. Parlare di assunzioni a tempo indeterminato nella fabbrica di Pontedera non capita da anni. E vedere uno stabilimento che vira verso i motori elettrici puntando sui giovani e sul ricambio generazionale fa davvero be sperare per il futuro.

Resta sul piatto, come dicono dall’Unione sindacale di base (Usb), la questione delle contrattiste storiche. Quelle chiamate per dieci anni e oltre a lavorare durante i picchi produttivi e che, con l’arrivo del decreto Dignità, sono state escluse dalla fabbrica. Per loro ci sono state manifestazioni e forti prese di posizione. Ed è ancora in piedi la speranza di vederle tornare alla Piaggio con la tuta blu. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino