Il presidio
«In beneficenza i soldi del risarcimento per la morte di Domante»
Uilm parte civile al processo per l’incidente sul lavoro
SAN MINIATO. «Qualsiasi cifra otterremo per il risarcimento sarà devoluta in beneficenza». Così il segretario provinciale della Uilm Uil Samuele Nacci dopo l’ammissione del sindacato come parte civile nel processo per la morte di Antonio Domante, 57 anni di Favara (in provincia di Agrigento), vittima di un incidente sul lavoro mentre manovrava un macchinario per il disboscamento a San Miniato nell’ottobre 2019.
La prima udienza del processo a carico di un collega di Domante è fissata per il 13 ottobre. Le parti civili dei congiunti del 57enne sono rappresentate dagli avvocati Laura Deri e Matteo Baldacci, mentre il sindacato dal legale Sara Baldini.
«Antonio era un generoso e siamo sicuri che avrebbe voluto questo da noi – dice ancora il segretario provinciale della Uilm –. Devolveremo quanto otterremo in qualità di parte civile a qualche associazione o ente che ha bisogno di fondi per portare avanti le loro attività di solidarietà. Stiamo già prendendo contatti per fare la scelta migliore e non sprecare neppure un euro dopo una tragedia che ci ha letteralmente sconvolti».
Antonio Damante è morto a causa delle gravi ferite riportate nell’infortunio sul lavoro, avvenuto vicino alla ferrovia nella zona di San Miniato. Si trattava di un’operazione di disboscamento per l’oleodotto Eni Livorno-Calenzano. L’operaio siciliano e il suo collega erano dipendenti di una società che opera in appalto per il colosso dell’energia.
Terribile la scena che i soccorritori si sono trovati di fronte: il corpo del 57enne letteralmente stritolato dagli ingranaggi del macchinario che stava utilizzando. —
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