Ruoli invertiti 14 anni dopo Attacco alla giunta-Parrella
«Oggi come allora territorio sottratto alla legalità»
La storia è fatta di corsi e ricorsi. E spesso lo è anche la politica. E pure i rave party tornano ciclicamente. E allora può accadere che la stessa zona diventi nuovamente teatro di un raduno non autorizzato di migliaia di giovani a distanza di quasi 14 anni. Era già accaduto nel settembre 2007. Stessa invasione, identici l’impatto sui residenti e il contorno di alcol, droga e techno. Ma quel rave scatenò anche la polemica politica, alimentata dall’allora consigliera comunale di minoranza, Manuela Del Grande (Alleanza Nazionale). Che, con un duro intervento pubblicato sul Tirreno sottolineò che «anche se il sindaco David Turini ha affermato che la situazione era sotto controllo, perché i carabinieri con l’apporto della polizia municipale vigilavano: non è possibile controllare degli scalmanati incapaci d’intendere e volere per colpa delle sostanze ingerite. Come la polizia e i carabinieri hanno sgomberato dall’arenile di Marina di Vecchiano coloro che poi hanno deciso di accamparsi a Tavolaia, così, prima che diventassero tanti, avrebbero dovuto fare la stessa cosa a Santa Maria a Monte. Senza ordini provenienti dall’alto, è impossibile prendere iniziative, ma in certi casi anche chi sta in alto dovrebbe permettere di adottare la linea dura per far sì che vengano tutelati i diritti della gente a cui è stato negato il rispetto. L’opinione pubblica è stanca di porgere l’altra guancia, chiede rigore, ordine e più severità, elementi spariti dalla società per colpa del buonismo e del permissivismo eccessivo Il rave party ha fatto sì che una porzione di territorio fosse sottratta alle legalità».
Ora la stessa Del Grande è vicesindaca nella giunta di centrodestra guidata dalla socialista Ilaria Parrella, alle prese con la gestione, decisamente complicata, oggi come allora, della situazione che si è creata a Tavolaia. E la lista di centrosinistra “Santa Maria a Monte di tutti” va al contrattacco: «All’epoca Del Grande sparò a zero su Turini. Eppure accadde tutto esattamente come stavolta. Stesso luogo, stesso tam tam sul web ed arrivo-blitz improvviso nella zona con i camper e identico copione, con le forze dell’ordine che controllano a distanza la situazione, hanno chiuso la viabilità isolando il più possibile l’area dove le migliaia di giovani – oltretutto senza alcuna precauzione anti-Covid – si sono radunati. Ebbene, cara Del Grande, noi siamo d’accordo con quanto affermò allora e lo ripetiamo oggi a lei: non si può permettere di sottrarre spazi alla legalità. E aggiungeremmo, e neanche alla necessità di contrastare la pandemia garantendo le misure di sicurezza».
Non si salva neanche Alberto Fausto Vanni, allora segretario del Pri, che dichiarò che «di fronte all’occupazione di un’area privata, il sindaco Turini non era stato all’altezza della situazione». Ora “Santa Maria a Monte per tutti” si chiede «come si è comportata la giunta Parrella/Del Grande, quella che ha fatto della sicurezza e della legalità la sua bandiera. L’amministrazione “forte”, quella che ha disseminato di telecamere tutto il territorio comunale, è rimasta “fregata” dall’arrivo del rave party, né più, né meno dell’amministrazione Turini di allora. La demagogia non paga: è facile puntare il dito e fare proclami dall’opposizione; molto più difficile fronteggiare le situazioni quando si è al governo del territorio. Con lo stesso metro di giudizio di allora, dovremmo dire allora che anche questa giunta Comunale non è stata all’altezza». —
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