Italia
«Ci siamo incontrati per fare sesso ma poi lui mi ha puntato un coltello»
pontedera. «È entrato in casa e mi ha minacciato con un coltello. Poi mi ha preso il cellulare ed è scappato. È stata un’esperienza terribile che spero di non rivivere più».
A parlare in un’aula del Tribunale è un pontederese che ha superato la mezza età che il 25 ottobre scorso sostiene di essere stato rapinato da un giovane nato a Pisa, 28enne residente in Valdera.
Assistito dall’avvocato Sara Baldini, l’imputato deve difendersi dall’accusa di rapina, lesioni personali aggravate e porto di oggetti atti ad offendere.
«Ci eravamo conosciuti su Grindr, un social dedicato agli incontri – ha spiegato la parte offesa rispondendo alle domande del pm Miriam Pamela Romano –. Il contatto è avvenuto il giorno stesso della rapina, intorno alle due e un quarto. È stato lui a dirmi di vederci subito perché era in zona a Pontedera, dalle parti del supermercato Panorama. Quando è entrato gli ho offerto un caffè, ma lui ha iniziato a chiedermi soldi. Non una cifra in particolare, ma tutto quello che avevo. A un certo punto mi ha puntato un coltello per portarmi via il cellulare».
Il rapinato ha riconosciuto l’imputato nella foto numero tre della serie mostrata dal pm confermando quanto già dichiarato ai carabinieri.
A seguire è stato sentito un maresciallo dell’Arma che ha riferito della presenza in zona del 28enne.
«Le telecamere lo hanno filmato mentre entra nel portone alle 16,21 – ha spiegato il sottufficiale –. Poi che esce di corsa alle 16,28». Il cellulare è stato poi trovato in possesso di un cittadino fermato a Pisa dalla polizia.
Dopo essere stato arrestato, l’imputato è tornato in libertà e ora ha solo un obbligo di dimora.
Nell’interrogatorio di garanzia in seguito all’arresto, il 28enne spiegò al magistrato che la discussione avrebbe avuto come unico motivo il prezzo del rapporto. E nessun cellulare sarebbe stato portato via.
«Non ero andato lì per rapinarlo» giurò il giovane al gip che aveva firmato per la custodia in carcere.
Il primo approccio tra i due arriva su una chat gay.
«Si tratta di un social a cui sono iscritti adulti in cerca di incontri sessuali consensuali – ha spiegato il rapinato alla domanda dell’avvocato Baldini sul contenuto dell’appuntamento –. Non c’è da dire niente di più».
Secondo la difesa tra i due la lite sarebbe scoppiata per una questione di soldi legata al rapporto sessuale concordato. Una discussione poi degenerata in scontro fisico con l’abbandono della casa da parte del giovane.
Di sicuro il cellulare del pontederese era sparito dall’appartamento. Prossima udienza a ottobre con la testimonianza dell’imputato. —
P.B.
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