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Salvo (almeno per ora) il lavoro in conceria

Salvo (almeno per ora) il lavoro in conceria

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SANTA CROCE. È proseguito ieri, con un incontro in videoconferenza tra l’assessora all’ambiente Monia Monni ed i sindaci di alcuni dei Comuni interessati, il confronto sul piano di controlli realizzato in collaborazione con Arpat in seguito all’inchiesta sui fanghi avvelenati che – secondo Procura e Direzione distrettuale di Firenze – sarebbero stati sparsi per mezza Toscana, con la complicità di imprenditori vicini alla ‘ndrangheta.

Hanno partecipato anche i sindaci dei Comuni di Peccioli (Renzo Macelloni), Pisa (Michele Conti), Pontedera (Matteo Franconi) e Crespina Lorenzana (Thomas D’Addona).

«Una riunione – ha spiegato l’assessora – realizzata grazie al supporto di Arpat, per condividere con trasparenza e puntualità tutte le informazioni e le attività che stiamo portando avanti. Abbiamo illustrato nel dettaglio le peculiari situazioni di ciascun sito e condiviso i contenuti dell’intervento finanziario aggiuntivo che la Regione ha messo in campo per supportare la complessiva attività di Arpat».

Nell’ultima seduta della giunta regionale è stata approvata una delibera che mette a disposizione 72mila euro in favore dell’Agenzia per le attività di indagine e monitoraggio dei pozzi ad uso domestico. «Come già anticipato nei giorni scorsi – ha aggiunto Monni – le risorse serviranno per coprire le ulteriori analisi tecniche da effettuare nei siti che richiedono un supplemento di approfondimento e per il monitoraggio dei pozzi lungo la Sr 429 nell’Empolese per tutto l’anno, come proposto dalla stessa Arpat, oltre che per la modellazione idrogeologica. Nei prossimi giorni inoltre convocheremo una riunione specifica con il Comune di Empoli per approfondire gli esiti delle analisi effettuate nell’ambito dell’attività d’indagine della Procura. Dobbiamo conciliare attenzione e celerità».

Intanto Uil e UilTec Toscana esprimono «grande preoccupazione su quanto emerso dai risultati che evidenziano la presenza di keu sotto il manto della 429. Risultati che non lasciano più spazio a dubbi e che rendono evidente che non si può aspettare: va garantita la sicurezza dei cittadini e dell’ambiente. Come sindacato esprimiamo anche la forte preoccupazione per i 3500 addetti del settore conciario. I lavoratori sono anch’essi parte lesa in questa vicenda terribile. Il cromo rilevato è pari a 26 volte oltre i limiti consenti dalla legge, una sostanza in grado di infiltrarsi nel terreno, contaminandolo, ma i cui effetti non sono immediatamente rilevabili». Sulla 429, già la prossima settimana sono previste altre indagini lungo tutto il percorso del lotto V, per caratterizzare tutto il rilevato.

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