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Fallisce il tentativo di rubare reliquie nella chiesa di San Giusto

Fallisce il tentativo di rubare reliquie nella chiesa di San Giusto

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VOLTERRA. Domenica di prime comunioni, ieri alla parrocchia di San Giusto a Volterra. Ma anche giornata caratterizzata da un brutto episodio. Il parroco don Fabio Villani ha infatti raccontato del tentativo di forzare la porta principale della chiesa con il risultato di non essere riusciti a entrare, ma provocando comunque la rottura della serratura. «Chi è venuto in San Giusto per la messa domenicale e la prima comunione ha dovuto attendere l'apertura della porta, la cui serratura era stata irrimediabilmente danneggiata da sconosciuti che nella notte hanno tentato di entrare in chiesa – ha detto il sacerdote –. Nonostante l'imprevisto e il danno economico e materiale, tutto è bene quel che finisce bene».

Molte le famiglie presenti all’orario stabilito per l’ingresso in chiesa in un giorno speciale come la prima comunione del proprio figlio. Ma tutte queste persone sono state costrette ad attendere che il portone venisse aperto. Comprensibile il disagio, ma anche la necessità di aspettare la fine delle operazioni che, di fatto, hanno portato a forzare la serratura che, al momento, è stata sistemata ma non definitivamente sostituita.

«Non so dire se il tentativo di effrazione sia dovuto alla volontà di rubare oppure si possa far risalire questo episodio a una semplice bravata – sottolinea il sacerdote –. Qui da rubare non c’è niente». Neppure la tela “La Madonna con Bambino e San Giovannino”, il quadro riportato nei giorni scorsi alla chiesa di San Giusto, che ne detiene la proprietà, per anni custodito all’interno della stanza del sindaco di Volterra a Palazzo dei Priori. «Il quadro in questo momento si trova all’interno di un museo – riprende don Villani –. Non penso che fosse quello l’obiettivo, nel caso si trattasse di veri ladri. È noto a tutti che il dipinto non si trovi qui, nella nostra chiesa».

Nelle prossime ora la serratura sarà verosimilmente riparata in via definitiva. Ma resta lo sconcerto nella comunità religiosa di Volterra di aver assistito o di aver appreso la notizia del tentativo di violare uno dei luoghi più cari a tutti gli abitanti della città etrusca. Che, purtroppo, non sembra più quell’isola felice dove furti ed episodi criminali si verificavano difficilmente. —

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