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“Sulle ali della Vespa”, nel corto di Renato Raimo emozioni e voglia di libertà
Firenze. Corradino e Giulia, vestiti di tutto punto, abiti vintage ma col casco ben in testa, intraprendono il loro viaggio. Forse iniziatico o solo alla scoperta di un mondo ancora tutto da vivere. Sono giovani. Giovanissimi. Il futuro è loro. Il loro Pegaso alato è una Vespa, il mitico scooter, il primo modello, quello uscito nel 1946 dalla “penna” di Corradino D'Ascanio dalle officine Piaggio di Pontendera: colore classico verde pallido, tre marce, 98 di cilindrata, ruota di scorta al centro della pedana, la sella con le molle, il faro davanti sul parafango, il manubrio nudo e crudo coi fili freno e frizione in bella vista, le ruote piccole, il retro bombato come zucchero filato e sul davanti la scritta, quella di sempre, stessi caratteri, stessa attrattiva: “Vespa”.
Corradino, che gira in Ciao, e Giulia sono studenti dell'Ipsia di Pontedera. Fanno gruppo coi loro compagni.
Una squadra ribelle, come sanno essere gli adolescenti, ma sana e giocosa. Pochi grilli per la testa, sogni e speranze. Amori, canzoni, beffe e delusioni. I genitori non ci sono. Ma c'è un nonno, il nonno di Corradino, che gli dice di “andar piano”, l'ottantenne Savino Pupeschi che a Vicopisano ripara le bici e che in gioventù aveva lavorato alla Piaggio.
Li ha messi sul set a settembre, durate il lockdown, vincitore del bando Mibact Siae “Per chi crea”, col sostegno di Toscana Film Commission, Renato Raimo, regista attore pisano attivo in teatro, cinema televisione pubblicità.
Il risultato è “Sulle ali della Vespa”, meno di venti minuti che raccontano la forza delle generazioni, il passaggio di saperi, la gioventù e la voglia di libertà, la tradizione che innerva l'innovazione, un linguaggio semplice e accattivante, che funziona anche da spot turistico per Vicopisano, glorioso borgo di antichi fasti, le sue torri, le sue stradine, i suoi scorci. Il progetto è piaciuto.
E ieri lo si è visto al cinema La Compagnia di Firenze: in sala, col regista, i ragazzi, Savino, la nipote dell'ingegnere D'Ascanio e la dirigente scolastica dell’Ipsia Pacinotti di Pontedera Maria Giovanna Missaggia, c'erano anche il governatore Eugenio Giani, il presidente dell’assemblea regionale Antonio Mazzeo e Cristina Giachi, presidente della commissione cultura.
Tutti d'accordo: la Toscana investe nell'audiovisivo, esperienze come questa fanno bene a tutti, hanno con sé un carattere formativo non trascurabile come possibili sbocchi professionali, spetta alla politica aiutare il territorio a scoprire e valorizzare il suo potenziale, le sue riserve culturali, sociali, ambientali. La Vespa non va mai in riserva.
E se il nonno invita il nipote ad andare piano, forse è tempo di innestare la terza. —
Gabriele Rizza
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