Scuola e residenti, il sindaco tira dritto sulle medie Cozzi
L’opposizione presenta un atto d’indirizzo per annullare la delibera di giunta che esclude la terza sezione. Il sindaco: «La preside si assuma le responsabilità»
Alessandro Bientinesi
CRESPINA LORENZANA. Scintille nel corso del consiglio comunale di Crespina Lorenzana convocato nella tarda mattinata di ieri. Il confronto, come prevedibile, tra maggioranza e opposizione è sulla scuola media “Cozzi” di Crespina.
Un braccio di ferro che da mesi vede coinvolto il sindaco Thomas D’Addona, che nel corso di una giunta del gennaio scorso, approvò un piano di utilizzo degli edifici scolastici che escludeva la creazione di una terza sezione. Escludendo, di fatto, gli alunni (16) non residenti nel comune. Una scelta che ha scatenato proteste, presidi, ricorsi agli avvocati delle famiglie e che ieri, per la prima volta, è arrivato in consiglio comunale. A presentare una relazione, nel corso della discussione dell’ordine del giorno numero 8, è stata Anna Piu, consigliere della lista civica “Orizzonte Comune”: «Non condividiamo la scelta e per questo abbiamo cercato di capirne le ragioni. A partire dalla motivazione. Nel nostro Comune la percentuale degli alunni non residenti è di circa il 25 per cento. Un dato elevato? Se guardiamo ai comuni vicini come Santa Luce e Fauglia le percentuali sono più alte, del 35,5 per cento e del 36,1 per cento. Lorenzana ha un dato più alto con la scuola elementare, il 57 per cento, ma l’esistenza della scuola stessa si lega proprio alla presenza di studenti fuori Comune. Si fa riferimento, poi, al sovraffollamento delle sezioni e ai maggiori costi di gestione. La scelta della giunta, e del sindaco D’Addona in primis, sembra piuttosto una messa in dubbio, se non un’ingerenza vera e propria, sull’autonomia dell’istituzione scolastica per quanto concerne le scelte didattiche. E anche la questione dei costi ma vista in un’ottica più ampia: così come ci sono spese da sostenere per gli studenti che arrivano da fuori Comune, discorso simile vale per gli studenti che abitano nel nostro Comune e, invece, frequentano istituti di enti a noi limitrofi. Il saldo non sarà positivo, ma sicuramente bilancia il quadro della situazione».
Dopo la relazione, dettagliata anche nella valutazione delle sezioni che possono essere ospitate nel “Cozzi”, Piu ha presentato un atto di indirizzo per annullamento in autotutela della delibera di giunta.
La risposta di D’Addona, però, non si è fatta attendere. «Noi vogliamo puntare sulla qualità della scuola e useremo ancora gli strumenti che la legge ci mette a disposizione – spiega il sindaco – Rischiamo davvero di creare classi pollaio e per questo, pur garantendo l’autonomia didattica, la decisione finale sull’utilizzo degli edifici scolastici spetta al Comune. Se ci siamo trovati in questa situazione, lo dico chiaramente, lo si deve alle scelte della dirigente attuale e a quelle della ex dirigente. È ora che l’istituto Mariti si prenda le sue responsabilità». —
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