La Festa del Teatro riparte con l’opera di Simone Cristicchi
La rassegna di piazza Duomo comincia il 24 giugno per concludersi il 28 luglio Oltre alla rappresentazione del cantante e poeta in programma altri sei spettacoli
Marco Sabia
san miniato. Vuole essere l’edizione della rinascita, del definitivo ritorno alla normalità: dal 24 giugno al 28 luglio piazza Duomo a San Miniato si animerà col teatro all’aperto della settantacinquesima edizione della Festa del Teatro, organizzata dall’istituto Fondazione Dramma Popolare. Ieri a Palazzo Grifoni il presidente Marzio Gabbanini, insieme al sindaco Simone Giglioli, al presidente di Fondazione Cassa di risarmio di San Miniato Antonio Guicciardini Salini, al vescovo Andrea Migliavacca, al direttore regionale di Credit Agricole Marco Cerbai e al direttore artistico Masolino D’Amico, ha illustrato il cartellone di questa edizione speciale del festival, dedicata ai 700 anni dalla morte di Dante Alighieri.
Lo spettacolo centrale – dal 23 al 28 luglio – sarà la prima nazionale del nuovo lavoro di Simone Cristicchi, “Paradiso, dalle tenebre alla luce”. Ma prima di giungere al gran finale, saranno sei gli spettacoli in piazza Duomo: partenza il 24 giugno alle 21,30 con “Foco mettesti dentro in la mia mente”, in scena i fratelli Andrea e Angela Giuntini, che andranno a ripercorrere un copione attorno ad alcuni passaggi straordinari dell’opera dantesca. Secondo appuntamento il primo luglio, con “Polvere” di Pierfrancesco Nacca: regia di Giulia Paoletti, sulla storia di una famiglia simbolo della difficoltà di vivere accanto ad una fabbrica controversa come l’Ilva di Taranto.
Il 5 luglio segnerà il ritorno sulla scena sacra di San Miniato dell’attore Maximilian Nisi, già protagonista di successo all’ombra della Rocca negli anni Novanta: con Nisi va in scena “Giuda”, l’uomo che l’intera umanità ha messo sotto accusa ed esce dall’ombra per dare la sua versione dei fatti, riscrivendo i confini del suo rapporto con Gesù.
Quarto spettacolo l’8 luglio: “Settanta volte sette”, in cui la narrazione della vita di alcune famiglie servirà a mettere a fuoco il tema del perdono. Quindi “La metafisica della bellezza”, il 12 luglio per evocare il dramma delle prostitute e il risveglio di una società che mise fine all’esperienza delle case chiuse con la Legge Merlin; il 15 luglio sarà la volta di “Vergine Madre” con Lucilla Giagnoni, sulla bellezza del canto che si fa preghiera e che nella Divina Commedia trova la sua espressione più alta.
A quel punto la scena sarà per l’opera di Cristicchi: a partire dal cantico dantesco, il cantautore e poeta racconta un viaggio interiore dall’oscurità alla luce, attraverso le voci dei mistici di ogni tempo i cui insegnamenti, come fiumi sotterranei attraversano i secoli per arrivare con l’attualità del loro messaggio fino all’epoca odierna. Il sipario per Cristicchi e i 22 membri dell’Orchestra Oida di Arezzo, si alzerà dal 23 al 28 luglio, alle 21,30.
«Il Dramma Popolare – ha sottolineato Gabbanini – ha fortemente creduto nella continuità del proprio impegno culturale e artistico, soprattutto quest’anno nel quale ricorrono i 75 anni dalla sua nascita; un teatro che può avvalersi di spazi all’aperto, davvero provvidenziali, come piazza Duomo, un contesto suggestivo, una vera e propria opera d’arte per i suoi palazzi monumentali e carichi di storia. Adesso poter guardare al futuro con rinnovata speranza ci consente di riappropriarci di momenti amati, come andare a teatro».
Anche gli altri intervenuti – compreso il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo, che ha mandato un videomessaggio – hanno ribadito l’importanza della ripartenza, in un’ottica di rinnovata speranza. Gabbanini, infine, ha svelato l’incisione per l’edizione 75 del festival, realizzata da Luca Macchi. —
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