Meteo
I Rubbaorsi si raccontano tra aneddoti, soprannomi modi di dire e vernacolo
Presentato il libro della Compagnia ponsacchina edito da ArtEventBook «Il riconoscimento a i volontari e a chi dà una mano agli eventi benefici»
la memoria
«Un’associazione da sola non fa niente, ma se si condivide, si può fare molto». Questo è il motto della Compagnia dei Rubbaorsi, nata nel 2015 a Ponsacco per valorizzare la cultura e la tradizione locale, compreso il dialetto della cittadina del mobile. Una storia racchiusa nel libro “Noi Rubbaorsi”, edito da ArtEventBook di Claudia Batoni, e in vendita a 15 euro.
L’idea del progetto è stata dei soci che compongono la Compagnia dei Rubbaorsi, in particolare dalla presidente, Paola Gori. Eventi dal 2015 a oggi, pandemia compresa, messi in fila con l’aiuto dei volontari dell’associazione. Il testo è dedicato a Ignazio Pintus, storico personaggio dell’associazione, scomparso nel 2017. Il libro è in vendita nelle attività commerciali di Ponsacco Paul Shop in piazza della Repubblica e all’officina meccanica Camauto in via Valdera P. oltre che sul profilo Facebook della Compagnia dei Rubbaorsi. Il ricavato andrà in beneficenza per acquistare nuovi giochi per i bimbi ai giardini pubblici intitolati alla memoria di Paola Bani, volontaria del Movimento Shalom morta nel 2018 a 62 anni. La pubblicazione ha ricevuto il patrocinio del comune e il contributo di Farmavaldera e Banca di Pisa e Fornacette.
Nel libroCi sono riferimenti alle altre associazioni locali e a tutti coloro che hanno contribuito con il proprio lavoro e a titolo gratuito a valorizzare la città del mobile. Sono citate le premiazioni dei volontari locali con il premio Ponsacchiotto d’oro dal 2016, rimandato nell’ultima edizione a causa dell’emergenza sanitaria da Covid, ma anche le feste di Carnevale, quelle con Babbo Natale che scende dal campanile della chiesa di San Giovanni coi doni, gli appuntamenti con la Befana, i concorsi fotografici, gli spettacoli teatrali in vernacolo ponsacchino, le iniziative benefiche in sostegno di persone in difficoltà. Sono elencate le associazioni locali, che hanno collaborato con la Compagnia dei Rubbaorsi, ma anche altre, che oggi non esistono più, e che molto si sono prodigate per il bene comune. Da Teatribù a Progetto Ponsacco, ma anche Fantagiokando, il Club L’amico, il Circolo Toniolo, Shalom, le scuole di danza Nemesis e Fidanzi, The Shining Winds, Pubblica assistenza, Misericordia, Vab, Rinnovamento dello Spirito, Art Work Village, Funny Joker Radio, associazione Casa Parakultural, Art Work Village, Rievocazione Storica, Bohemians Musical Accademy, e le persone di Laura Boddi, Massimo Bottoni e Remo Caroti.
Nel libro sono citati modi di dire e soprannomi tipici ponsacchini, riscoperti grazie anche a Giovanni Cignoni, Marta Gasperini e Lido Sartini. «Questo libro è un riconoscimento per i nostri volontari – spiega Gori – che si sono impegnati per la valorizzazione della città del mobile, per aiutare il prossimo, non ricevendo denaro, ma per il bene comune. Voglio ringraziare Sandra Capocchini per l’aiuto costante nella stesura del libro, nato nel lockdown. Ma importanti sono stati anche Barbara Iacoponi e famiglia, Sandra Francesca Gasperini, Pietro Pugi e Nicoletta Lombardi. E volontari dell’associazione, come Marco Cantini e Rudy Circelli. Sono stati ottimi collaboratori anche Claudia Batoni, editore di ArtEventBook che ha pubblicato il volume, con Umberto Conti e chi ci hanno aiutato in questo progetto».
«La Compagnia dei Rubbaorsi– ha aggiunto Stefania Macchi, assessora alla cultura – ha una grande valenza storica e culturale per la nostra cittadina». Secondo la sindaca Francesca Brogi, «La memoria storica è importante, perché forma le basi della comunità». —
Elena Iacoponi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
