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Una carovana di auto e trattori a difesa della sanità
Sabato l’iniziativa del comitato da Volterra a Saline (e ritorno): «Basta sgarbi a questo territorio»
Volterra. Dopo i lumini accesi per le vie e alle finestre dei palazzi nella serata del 24 aprile, e fu un successo di mobilitazione, si passa ora a un corteo di auto. E anche di trattori.
Un’altra mobilitazione affinché sia salvaguardata H24 la sanità sul colle etrusco e sull’intera Alta Valdicecina. Perché la situazione non va verso il sereno, ma sembra ingarbugliarsi, se possibile, ancora di più.
«Sì, perché nella Rsa (vedi articolo in basso, ndr), per esempio, non è più garantita la presenza notturna degli infermieri – osserva la coordinatrice del comitato Pro ospedale, Beatrice Piras – e questo significa un altro disagio. E l’ennesimo sgarbo a tutta la comunità».
E si parla di possibili interventi in negativo anche per Ginecologia, così da rendere quella situazione difficilmente sostenibile ancora.
Però non ci si perde d’animo anche se i motivi farebbero propendere al contrario. Così sabato prossimo, alle 9. 30, il “comitato Pro ospedale Volterra Valdicecina” scende letteralmente in strada per richiamare di nuovo tutte le attenzioni possibili su questa struttura e chiedere «il ripristino della copertura cardiologica H24 – si legge nel “manifesto per la difesa del Santa Maria Maddalena – l’allestimento di una subintensiva cardiologica, la strutturazione del servizio anestesiologico G24 e l’allestimento di un reparto di terapia intensiva, assunzioni di personale, attivazione della guardia medica pediatrica H24 con letti di osservazione breve».
Una protesta che si snoda da Volterra a Saline con ritorno sul colle etrusco dove, tra l’altro si celebra quel giorno la festa dei patroni Giusto e Clemente: furono, secondo la tradizione, gli evangelizzatori del Volterrano; di Volterra, Giusto fu probabilmente il primo vescovo, mentre Clemente ne fu il presbitero. Secondo alcuni testi agiografici, Giusto e Clemente (forse due fratelli) insieme ad altri ecclesiastici guidati dal vescovo Regolo abbandonarono l’Africa intorno al 537 perché perseguitati dai Vandali.
Approdarono in Toscana: Cerbone e Regolo si stabilirono a Populonia, mentre Giusto e Clemente, assieme a Ottaviano, si diressero a Volterra dove si impegnarono nella lotta contro gli eretici, nell’evangelizzazione delle popolazioni, nonché nella difesa della città assediata dai Goti.
E, è l’auspicio, sabato proteggano oltre all’anima anche il corpo degli abitanti di Volterra e dell’intera Valdicecina.
Sì, perché oggi c’è un’altra difesa a cui i volterrani tengono: quella della sanità e dell’ospedale.
Ripristinare i turni cardiologici sulle 24 ore, sensibilizzazione ancora una volta sui problemi legati alla sanità, all’assistenza sanitaria locale e alla progressiva riorganizzazione peggiorativa dell’ospedale.
Così dopo i lumini nella notte del 24 aprile, ecco entrare in scena le auto. Che faranno un corteo con striscioni e slogan alla volta di Saline.
In testa tre o quattro trattori che, si sa, non sono schegge di velocità e quindi finiranno per rallentare il traffico sulla strada regionale 68. «Abbiamo il placet delle autorità, sappiamo di causare un po’di disagi specialmente di sabato e particolarmente nel giorno dei patroni, ma di fronte ai disagi ben più maggiori della sanità sono ben poca cosa» ammette Beatrice Piras.
Il corteo muoverà dal parcheggio di Docciola e con la 68 raggiungerà la frazione di Saline.
Da lì tornerà verso l’altura etrusca ed entrerà in centro. I trattori si fermeranno, e in piazza dei Priori ci sarà la conclusione della manifestazione.
«L’evento – fa presente la coordinatrice Piras – è aperto a tutti. Anzi, quanto più saremo, meglio è». Intanto nella mattinata di ieri c’è stata fuori Porta Fiorentina una specie di assaggio per prendere le firme «per il nostro ospedale, e dare delucidazioni sulla manifestazione in programma per il 5 giugno». –
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