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scuola media di crespina: interviene fausto bosco 

«Basta liti, si trovi un accordo che non penalizzi i bambini»

«Basta liti, si trovi un accordo che non penalizzi i bambini»

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crespina lorenzana. «Le mie radici affondano da sempre nel terreno ricco e fertile della Sinistra. Radicalità, non radicalismo, un’idea di politica da sempre improntata all’inclusione, al pluralismo e all’accoglienza che si tratti di scuola o altro ambito sociale. Proprio in virtù dei valori che rappresentiamo come Partito Democratico, da iscritto e militante mi schiero dalla parte dei sindacati, dei genitori, dei diritti, dei bambini». Fausto Bosco è il segretario del circolo di Cenaia-Crespina del Pd.

«Ma – puntualizza – in questo caso parlo a titolo personale. La mia non è una posizione “contro” qualcuno ma a favore dei diritti, dei bambini e di una soluzione concertata che scongiuri estromissioni». La vicenda è quella che vede protagonisti di un lungo braccio di ferro il sindaco Thomas D’Addona (Pd) e un gruppo di genitori. Che protestano perché la giunta, a gennaio scorso, ha modificato il piano di utilizzo degli edifici scolastici. A tutti gli effetti limitando, o provando a limitare, le iscrizioni dei non residenti (per ridurre i costi dei servizi), escludendo, 16 bambini dalla prima media Cozzi. Proprio sabato scorso c’è stato un nuovo presidio davanti all’istituto, che è particolarmente “gettonato” perché modello del “senza zaino”.

«Comprendo – scrive Bosco – le difficoltà da parte dell’amministrazione comunale di Crespina Lorenzana nel fare quadrare i conti ma soluzioni a questi tipi di problemi si trovano tramite una discussione seria fra istituzioni, sindacati, genitori. La soluzione sul piano economico la si può trovare altrove, con accordi tra Comuni che permettano un’equa e trasparente suddivisione dei costi e degli oneri, tenendo conto degli spostamenti degli alunni di anno in anno e delle spese legate alla ristorazione. E risulterebbe auspicabile, con l’ausilio della dirigenza scolastica, avanzare richieste a livello regionale e nazionale per avere accesso a finanziamenti che possano coprire le richieste e le necessità dei vari territori e tengano conto della scelta didattica del “Senza Zaino”. Sono consapevole che la qualità dell’attività didattica sia un elemento importante ma ritengo altresì che i principi guida per un partito progressista come è il Pd siano quelli dell’inclusione e della giustizia sociale garantendo la possibilità a tutti di scegliere i percorsi formativi e didattici per i propri figli. Mi auguro – conclude Bosco – possa riprendere presto il dialogo fra istituzioni, sindacati, direzione didattica e genitori cercando una soluzione che non penalizzi i bambini, vere vittime di questa spiacevole situazione». –

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