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Mia, la birra “pontederese” che si sta facendo apprezzare

Tommaso Silvi
Mia, la birra “pontederese” che si sta facendo apprezzare

Frutto dell’ingegno di Matteo Lupi, ora viene prodotta a Montecarlo di Lucca «Ma il mio sogno è realizzare un birrificio in città. Il nome? È quello del mio cane» 

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PONTEDERA. Una scommessa imprenditoriale che prende forma. E un grande sogno nel cassetto. «Realizzare il primo birrificio artigianale di Pontedera. Ci sto lavorando, sarebbe un passo enorme per la mia azienda e, perché no, per tutta la città». Coraggioso e determinato. Matteo Lupi, 30 anni, di Pontedera, nel luglio dell’anno scorso ha deciso di dare forma alla sua grande passione.

«Il mondo della birra mi ha sempre affascinato – racconta – e allora ho voluto creare qualcosa che mi rappresentasse». Matteo si è affidato a un mastro birraio, ha stretto un accordo con uno stabilimento di Montecarlo – in provincia di Lucca -– per la produzione della sua “bionda”, e ha cominciato a dare corpo alla sua idea. Ed è nata l’etichetta “Mia-Birra Artigianale Toscana”. «Il nome – spiega Lupi – è lo stesso del mio alano. E nel logo del marchio sono rappresentate proprio due teste di questa razza, che guardano in direzioni opposte». Poi è iniziata la fase più dura. «Dovevo far conoscere il mio prodotto ai bar e ai locali – dice il giovane imprenditore pontederese – quindi mi sono messo in marcia, per la Toscana e non solo, spiegando alle persone la filosofia della mia birra, la lavorazione attraverso cui viene realizzata».

“Mia” – a poco a poco – ha colonizzato il litorale pisano, dagli stabilimenti balneari ai ritrovi della movida notturna. Ma non solo. «Sono riuscito a farmi conoscere anche in Sicilia e in Sardegna, a Roma. Oggi “Mia” si può bere a Malta, in alcune zone della Germania e, da pochissimo, pure all’isola del Giglio». Matteo parla con soddisfazione della sua “bellezza in bottiglia” – reperibile anche alla spina – che ha già prodotto diverse opportunità di lavoro. «Ora mi avvalgo di alcuni collaboratori che curano la parte commerciale, cercando di allargare ancora di più la risonanza e la conoscenza del prodotto. Non è facile affermarsi sul mercato, ma noi ce la mettiamo tutta. Consapevoli che è un processo lungo e faticoso, ma con passione e con la voglia di toglierci grandi soddisfazioni». Si possono gustare diverse varianti di “Mia”: la Golden Ale, la American Ipa e la Pale Ale. La novità si chiama British Strong Ale, la “birra rossa”. «La nostra produzione – precisa Lupi – si basa sul luppolo californiano. Abbiamo lanciato anche una linea di birra senza glutine, già disponibile. Cerchiamo di abbracciare il più possibile i gusti dei clienti, così da far innamorare sempre più persone alla nostra “Mia”».

A un anno dall’ingresso nel panorama commerciale, Matteo Lupi guarda già avanti. E alza il velo sul suo desiderio. «Nel giro di un paio d’anni mi piacerebbe porre le basi per realizzare un birrificio artigianale in città, una cosa mai vista a Pontedera. Sarebbe un investimento di alcune centinaia di migliaia di euro, un’operazione molto importante, che richiede un ragionamento profondo e oculato. Vediamo come procede l’avventura di “Mia”, sarebbe bello avere uno stabilimento personale». Per chi volesse conoscere la birra di Matteo Lupi, l’appuntamento è per domenica – alle 17 – al Mandarino Caffè Bistrot, in piazza Curtatone, nel cuore di corso Matteotti. “Mia” sarà la protagonista di alcuni cocktail innovativi a base di birra. —

Tommaso Silvi

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