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il caso grillaia 

Il vicesindaco Pd attacca Giani e Rossi: «Ridotti a zimbello per colpa vostra»

Tommaso Silvi
La nuova insegna alla Grillaia e il vicesindaco Enzo Deri
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La nuova insegna alla Grillaia e il vicesindaco Enzo Deri

Da Terricciola duro attacco a Regione e Partito democratico. Intanto spunta la nuova insegna all’ingresso della discarica

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Terricciola. «Se avete ancora un minimo di dignità, parlate. Oppure dimettetevi». E ancora. «Eravamo orgogliosi della nostra Regione. Ora siamo lo zimbello del mondo intero». Parole forti, un’accusa lanciata alla giunta regionale, al presidente della Toscana, in quota Pd, Eugenio Giani, e al suo predecessore, Enrico Rossi. A scagliare l’attacco è il vicesindaco di Terricciola, Comune guidato dal centrosinistra, Enzo Deri. Il tema è quello – infuocatissimo – della discarica della Grillaia. Che dopo oltre 20 anni di chiusura è a un passo dalla riapertura, in nome di una “messa in sicurezza” che porterà nell’impianto 270mila metri cubi di amianto. «In realtà – scrive il vicesindaco nel suo sfogo su Facebook – è una riapertura di 8 anni per il conferimento di amianto di dimensioni assurde».

LA STORIA

Alla fine del maggio 2020, la Regione autorizza il piano di messa in sicurezza della Grillaia, chiusa da 23 anni. Il sito si trova nel Comune di Chianni, al confine con Terricciola. Scatta una maxi protesta, popolare e non solo, che coinvolge anche molti esponenti politici. Tra questi anche il sindaco di Terricciola, Mirko Bini. Nel marzo scorso il Gruppo Vergero diventa proprietario della discarica, acquistando le quote dalla Nuova Servizi Ambiente. Il Gruppo definisce un piano di patrimonializzazione e di rifinanziamento della società per 5 milioni di euro, di cui 2 milioni già versati per le attività urgenti di messa in sicurezza della vecchia discarica. «Con un investimento di circa 18 milioni di euro – spiega Vergero –, la Grillaia sarà messa in sicurezza entro 8 anni». Anche il sindaco di Chianni, Giacomo Tarrini, esprime le proprie perplessità sul “progetto Grillaia”, ma la sua presa di posizione è meno dura di quella del collega di Terricciola. Un gruppo di cittadini ha presentato ricorso al Tar per scongiurare la riapertura. Si attendono gli sviluppi della vicenda. Mentre la polemica si accende. Creando scontri anche all’interno del centrosinistra.

«SOLO PROMESSE»

Dalle parole del vicesindaco trasudano rabbia e delusione nei confronti dei vertici della politica regionale. «In tanti anni non sono stati capaci – scrive Deri riferendosi alla giunta regionale – di proporre un progetto di gestione dei rifiuti e superamento delle discariche. Ma hanno approvato un progetto demenziale che si chiama “chiusura”, ma è una “apertura”. Nonostante le promesse elettorali, i nostri rappresentanti regionali di zona non hanno mosso foglia. Il Pd regionale giace in un silenzio assordante. Quello provinciale non esiste più ed è commissariato. Perché Rossi ha sempre taciuto nonostante le promesse elettorali del 2015?» .

LA BEFFA

Di recente, all’ingresso della Grillaia, è stata installata un’insegna col nome della discarica e con quello della Nuova Servizi Ambiente, società ormai ex titolare dell’impianto. «L’unica cosa certa è l’insegna appena collocata, che ricopia quelle delle nostre cantine. Un’offesa per le nostre colline. La colpa – scrive il vicesindaco di Terricciola – è di chi governa la Toscana». Dopo le proteste di piazza dei mesi scorsi, a Chianni e Terricciola, la Grillaia fa ancora discutere. Ennesimo capitolo ad alta tensione di una questione tutt’altro che chiusa. –

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