Il Tirreno

Pontedera

lutto a staffoli 

Muore a 73 anni 4 mesi dopo il figlio Era fondatore dell’Avis

Giacomo Pelfer

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Santa croce. Lo scorso gennaio aveva dovuto sopportare il dolore più grande, quello per la perdita improvvisa di un figlio. Un risveglio terribile in una mattina apparentemente come le altre, quando insieme alla moglie aveva trovato il figlio 37enne privo di vita, morto misteriosamente nel sonno e ancora sdraiato nel suo letto. A distanza di appena 4 mesi se n’è andato anche lui, ucciso per le complicazioni di un malore che lo aveva colpito poche settimane fa. È morto così lo staffolese Alberto Masi (foto), classe 1948, conosciutissimo nella frazione santacrocese dove viveva da sempre, con un passato nell’associazionismo locale e padre di Stefano, lo sfortunato 37enne trovato senza vita il 20 gennaio scorso.

Un dolore impossibile da sopportare per papà Alberto, che appena due mesi prima, il 28 novembre, aveva già dovuto affrontare anche l’improvvisa scomparsa del fratello Giuliano, anche lui attivo nel tessuto associativo del paese, a cominciare dalla Festa medievale e dall’Avis.

Lo stesso Alberto, del resto, storico donatore di sangue, era stato uno dei soci fondatori dell’Avis di Staffoli nel lontano 1982. «Ciao Alberto, grazie per aver reso possibile questa realtà – hanno scritto ieri i volontari dell’Avis sulla propria pagina Facebook –. A te e ai tuoi cari un pensiero da parte di tutti noi». Persona dai modi garbati e gentili, sempre disponibile verso gli altri, Alberto Masi era stato ricoverato circa tre settimane fa all’ospedale San Giuseppe di Empoli per un malore improvviso. Alcune complicazioni subentrate dalla serata di venerdì hanno portato poi al drammatico epilogo di ieri mattina, quando la notizia della morte di Alberto Masi si è diffusa in un attimo tra gli abitanti di Staffoli. Inevitabilmente la mente di tutti è corsa al dramma di quattro mesi prima, alla morte di un giovane pieno di vita e di energia che si era speso come pochi altri per il proprio paese, sempre attivo e presente nell’organizzazione di eventi, feste e di qualunque occasione che fosse buona per stare insieme. Un dolore ancora vivo in paese, dove da ieri tutti si sono stretti attorno a Lidia, moglie di Alberto e madre di Stefano, che in pochi mesi ha visto cancellare di colpo le figure più importanti della propria vita. Dopo aver salutato il figlio il 22 gennaio scorso, la donna dovrà dire addio domani anche al marito: il funerale è stato fissato per le 15, 30 nella chiesa di San Michele Arcangelo. Al termine della funzione Alberto riposerà nel cimitero del paese, vicino al suo “bimbo”, come amava chiamarlo lui. —

Giacomo Pelfer

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