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Vespa, 75 anni di successi ed emozioni nel mondo
Il brevetto fu presentato il 23 aprile 1946 da Enrico Piaggio e da allora è stato un susseguirsi di consensi e vendite, fino a toccare i 19 milioni di veicoli prodotti
Paolo Falconi
pontedera. Tanti auguri, Vespa! Il 23 aprile 1946, 75 anni fa oggi, la Piaggio & C. SpA deposita – presso l’Ufficio centrale dei brevetti per invenzioni, modelli e marche del ministero dell’Industria e del commercio di Firenze – il modello di utilità per “motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica”.
Il leader dell'azienda Enrico Piaggio, in una lettera indirizzata al direttore dello stabilimento e a tutte le maestranze, scrisse: «Ho il piacere di comunicarVi che i primi esemplari hanno incontrato l'ammirazione generale. Vi esprimo il mio più vivo compiacimento, certo che con l'unione di tutte le forze, potremo segnare altri passi importanti per la nostra ripresa industriale».
Il prezzo di 68.000 lire equivaleva a diversi mesi di lavoro di un impiegato, tuttavia la possibilità del pagamento rateizzato fu uno stimolo notevole per le vendite. Il Times parlò di «un prodotto interamente italiano come non se ne vedevano da secoli dopo la biga romana».
Il successo è durato nel tempo e si mantiene inalterato tutt’oggi. «Siamo arrivati a 19 milioni di veicoli prodotti – spiega Maurizio Carletti, responsabile due ruote per Italia e Emea (Europa, Medio Oriente e Africa – ma quello che desta ancora più impressione, al di là dei numeri che già dicono tutto, è il favore che ha sempre incontrato nel pubblico, che la porta a essere un mito sotto tutti gli aspetti». E il bello è che anche Carletti non sa darsi una spiegazione, ma riconosce che il prodotto «non fu concepito per una categoria di persone, ma è sempre stato trasversale facendo scaturire la voglia di possederla, di salirci sopra». Diavolo di un Corradino D’Ascanio.
Ora tutto questo può essere comprensibile in Italia, però «la Vespa sollecita emozioni pure in Germania, per esempio, dove abbiamo una quota di mercato del 44%. Oggi Vespa è un mito che ha superato la sua funzione di mezzo per il commuting facile ed elegante per diventare un’ icona di stile, moda e design. Un brand globale, presente in 83 Paesi e in tutti i continenti». Una presenza, tra l’altro, sulle strade del mondo che mai si è vaporizzata o ha registrato alti e bassi, come per esempio è accaduto per l’altra icona, la Fiat 500 che ebbe anche uno stop di produzione. «Nessuno stop. Vespa ha sempre rappresentato – sottolinea Carletti – la gioia di vivere e di correre incontro al futuro. Si pensi che appena terminato il lockdown feroce dell’anno scorso, in Italia si è avuta un’accelerazione nelle vendite quasi a significare la voglia di rinascere. Trend che si mantiene in questo anno con andamento promettente, seppure nelle difficoltà contingenti».
Insomma, il mito continua: «Ma certo. Anche perché – fa rilevare Maurizio Crletti – fermi a un semaforo di qualsiasi città, è facile riconoscere da dietro una Vespa, mentre è molto difficoltoso se non impossibile, farlo con altri scooter. E questo contribuisce alla voglia di Vespa».
Resta un rammarico, uno solo: «Il 75° compleanno avremmo voluto festeggiarlo nei nostri showroom invitando vecchi, nuovi e probabili vespisti, ma le disposizioni anti-Covid non ce lo permettono. Così siamo costretti a muoverci in maniera prudente, ma che non sminuisce la grande soddisfazione di tutto il gruppo Piaggio». —
Altri servizi alle pag.15-16
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