Il presidio
La donna non risulta indagata, si stabilirà se disporre l’autopsia
pontedera. C’è da valutare quale siano state le condizioni della donna, la sua consapevolezza al momento dell’interruzione della gravidanza. Nonché la volontarietà del suo gesto. Quello che però è chiaro, fin qui, è che attualmente la protagonista della vicenda, una donna di circa 35 anni, non è indagata dalla Procura di Pisa. Che però potrebbe disporre degli accertamenti. L’ipotesi di un aborto spontaneo è la base di partenza degli accertamenti. Il feto però rimane a disposizione dell’ospedale dove la donna tornerà per una visita di controllo e si stabilirà se poi fare un’autopsia per stabilire le cause dell’aborto. Considerando quelle che sono state le dichiarazioni della donna, che ha spiegato ai carabinieri di non essere consapevole del fatto di essere incinta.
Il tutto nel quadro di un vissuto biografico di marginalità, con delle difficoltà importanti e una situazione che, come scriviamo nell’articolo qui sopra, è stata presa in carico dai servizi sociali.
La donna infatti, dopo essersi rivolta al consultorio di Pontedera spiegando la sua situazione, è apparsa molto confusa e particolarmente scossa. Ed è dal consultorio che le hanno suggerito di recarsi in ospedale, dove poi lei avrebbe chiarito che aveva tenuto il feto in casa per due giorni dopo l’espulsione, senza dire niente a nessuno. Neppure alle persone a lei vicine. Gli eventuali accertamenti sul feto chiariranno meglio com’è andata. —
L.R.D.
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